Caserta

De Franciscis interviene sull”emergenza rifiuti

Sandro De FranciscisCASERTA. “Comprendo l’amarezza del sindaco di Caserta espressa oggi attraverso gli organi di stampa. Nonostante la collaborazione offerta da due anni e la piena sintonia con la Prefettura, la Regione Campania e i diversi Commissari straordinari per l’emergenza che si sono succeduti, da Catenacci a Bertolaso fino a Pansa, non posso non registrare con preoccupazione un pericoloso ritardo nella costruzione del ritorno alla normalità nel ciclo integrato dei rifiuti”.

Il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, sottolinea la fase di stallo in tema di smaltimento dei rifiuti: “La provincia di Caserta – ricorda il presidente – è stata l’unica in Campania ad accettare la scelta operata da altri organi dello Stato di individuare nel cuore della conurbazione casertana la discarica provinciale di Lo Uttaro. Una decisione sofferta, presa con grande senso di responsabilità e dietro la garanzia di avvio di precisi interventi di bonifica. A fronte di tutto questo, però, e davanti alla circostanza che questa Amministrazione – per le scelte compiute – si è anche alienate vaste fette dell’elettorato di riferimento, lo Stato non ha finora rispettato i patti né ha prodotto l’auspicabile e attesa accelerazione sulla strada dell’uscita dalla fase emergenziale”. Ad oggi per De Franciscis “l’insopportabile ritardo nel conferimento dei rifiuti agli impianti, causato dai trasportatori, l’irrisolta questione della mancanza di impianti di compostaggio, il protrarsi dei ritardi nel funzionamento di una discarica regionale e di discariche provinciali, le fatiscenti condizioni degli impianti di cdr e i tempi lunghi per la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione, determinano il peggiorare dell’emergenza nella nostra regione”. De Franciscis passa in rassegna le questioni ancora sul tappeto: “C’è incertezza sull’attuazione degli Ato, cui la legge attribuisce l’esecuzione del piano regionale sui rifiuti; e poi la legge dello Stato del luglio 2007 lascia irrisolti nodi quali: debiti pregressi, rilancio della raccolta differenziata, esubero dei dipendenti del settore, aumento della Tarsu per i cittadini campani, pena lo scioglimento delle Amministrazioni, e l’obbligo di conferimento del servizio ai consorzi, molti dei quali autentici carrozzoni che hanno inghiottito decine di milioni di euro approfittando della logica dell’emergenza”. Per il presidente della Provincia il risultato è che “i rifiuti restano sul ciglio delle strade, i cittadini sono costernati e sfiduciati, i sindaci ormai preoccupati. Io sento di solidarizzare con sindaci e cittadini e rinnovo pertanto l’appello già più volte rilanciato negli ultimi giorni al Parlamento perché metta mano a una legge meno penalizzante per le comunità che non hanno responsabilità in questa amara vicenda, dando risposte, definendo le responsabilità e inasprendo le pene verso quanti hanno lucrato su un’emergenza che dura da quattordici anni”.

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