Casaluce

Lavori allo stadio, ditta silurata

StadioCASALUCE. I lavori sono fermi da anni, il Comune diffida così la ditta appaltatrice fino alla rescissione del contratto. Ecco la nuova pagina della storia infinita che dagli anni ’80 vede protagonista il campo sportivo di Casaluce.

Tra espropri, varianti di progetto, procedimenti legali, inadempienze amministrative, la struttura, situata sulla strada che conduce a Carditello, è il sogno mai realizzato di due generazioni di casalucesi. Sprechi di risorse finanziarie e scelte puntualmente rivelatesi errate, hanno inserito il campo sportivo, nella rosa delle opere incompiute. La ditta che avrebbe dovuto ultimare la costruzione degli spalti, prevedendone anche la copertura, è ferma ormai da qualche anno. I commissari prefettizi avevano diffidato i titolari a rispettare le condizioni contrattuali, ma, decorsi i termini consentiti, adesso sarà adottata una procedura straordinaria per l’affidamento dei lavori a una nuova ditta. «Non abbiamo altra scelta – fa sapere il commissario prefettizio Nicola Auricchio – nel frattempo è già pronta la gara d’appalto per l’ultima tranche di lavori, che prevede il completamento degli spogliatoi e del rettangolo di gioco». Così, salvo imprevisti, il campo sportivo potrà finalmente essere destinato ai residenti, anche se, ormai, dopo tutte le disillusioni, sono rimasti in pochi a crederci. Su quello che resta della struttura abbandonata, si legge chiaramente il malcontento dei ragazzi. «Non è vita senza stadio», è la scritta a caratteri cubitali, che reca la firma di giovani appassionati di calcio all’esterno della recinzione. Lo scetticismo generato dalle troppe delusioni ha tutte le ragioni di esistere. Il primo esproprio dei terreni su cui costruire il campo risale infatti a circa venti anni fa. Ma le cose già non erano cominciate nel verso giusto. A causa dei ritardi registrati nell’inizio dei lavori, uno dei proprietari denunciò il Comune, che, non avendo dato seguito alla procedura espropriativa, nel procedimento legale intrapreso, ebbe la peggio. «Perso» un pezzo per strada, il progetto dovette subire numerose modifiche ed essere riproposto su spazi limitrofi. Un iter articolato e complesso, che, di giunta in giunta, si è tramandato fino a oggi. Tra buone intenzioni, che finora sono sempre rimaste attuate a metà, quel che resta è l’immagine desolata di un campo diventato vecchio, senza che sia mai stato consegnato ai cittadini. E intanto, tra atti vandalici e discariche abusive, anche il poco realizzato è stato devastato.

Il Mattino (ALESSANDRA TOMMASINO)

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