Campania

Traffico illecito di rifiuti, sigilli a ditta

RifiutiSAN MARCELLINO. Risulta inserita nell’albo nazionale degli smaltitori di rifiuti la ditta Italia Trasporti di San Marcellino. Da ieri, la sede legale della s.r.l. in via cimitero di Trentola, è sottoposta a sequestro preventivo assieme a quattro ditte: la auto demolizione Commet di Frattaminore in provincia di Napoli, la siderurgica che tratta rifiuti ferrosi, di San Giorgio di Nogaro, vicino Udine, la Faeco di Bedizzole e una discarica di fluff, l’acciaieria Valsabbia di Odolo in provincia di Brescia.

Pesante l’accusa contestata dai pm che hanno condotto la delicata indagine durata due anni: presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi dall’area campana verso il Friuli Venezia Giulia dove, nel giugno del 2005, i carabinieri del Nucleo per la Tutela dell’Ambiente scoprirono all’interno degli impianti di trattamento di rifiuti ferrosi a San Giorgio di Nogaro, dei rifiuti speciali pericolosi, alcuni provenienti da Paesi stranieri. In realtà, i rifiuti venivano trasportati al nord senza autorizzazione. Iniziarono, così, gli approfondimenti analitici del Noe sul ciclo produttivo della «siderurgica». Si scoprì che l’opificio non avrebbe potuto trattare quei rifiuti perché privo di autorizzazione. In fase di gestione, la siderurgica avrebbe disatteso, nella quasi totalità, le prescrizioni imposte. In particolare, è stato accertato che i rifiuti da demolizione delle vetture provenienti dall’Italia e dall’estero non erano conformi ai parametri imposti dalla legge, che il fluff, scarto fondamentale per il ciclo produttivo della siderurgica, è risultato un rifiuto pericoloso eco tossico a causa dell’elevata presenza di policloro bifenile, e che è stato smaltito presso la discarica «Faeco» in località Cascina Nuova Locatelli di Bedizzole, non idonea per il trattamento. La ripercussione sullo stato di salute della popolazione potrebbe essere stato devastante. Se per anni si è gestito il traffico illecito dalle regione del nord Italia verso la Campania, ora il senso di marcia sembra invertito: il nord diventa il capolinea di trasporti non legali. Alla base ci sarebbe sempre la compiacenza di funzionari preposti al controllo. Nell’indagine, coordinata dal pm partenopeo Ribera, infatti, sono indagate ben sedici persone, tra cui tre funzionari del comune di Frattaminore per reati che vanno dalla gestione non autorizzata al traffico illecito di rifiuti, dalla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, alla falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, fino all’abuso d’ufficio e truffa.

Il Mattino (MARILÙ MUSTO)

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