Campania

Inflitrazioni mafiose, sciolto consiglio comunale di Lusciano

Isidoro VerollaLUSCIANO (Caserta). Il consiglio comunale di Lusciano è stato sciolto. Una nota del Ministero degli Interni comunica che “su proposta del Ministro degli Interni Giuliano Amato, il Consiglio dei Ministri ha approvato la proposta di scioglimento del Comune di Lusciano perché è stata accertata un’ingerenza da parte della criminalità organizzata”.

Le motivazioni della scelta saranno presentate nei prossimi giorni. Nella serata di ieri la decisione non era stata ancora notificata al sindaco e ai consiglieri, che si sono detti sorpresi. Certo negli ultimi giorni c’era aria di attesa in Comune. Dopo che la commissione di accesso aveva terminato il suo lavoro di verifica nella casa municipale l’aspettativa era alta.

La commissione d’accesso si è inserita nel Comune di Lusciano il 15 febbraio del 2007 ed ha concluso il suo compito il 15 luglio di quest’anno, dopo due mesi di proroga. A distanza, dunque, di poco meno di tre mesi, ieri sono arrivati i risultati delle verifiche effettuate nei vari uffici municipali. All’attenzione della commissione d’accesso tutti gli atti amministrativi. Tra questi di certo anche quelli relativi ai piani di insediamento produttivo (Pip) e a quelli di edilizia economica e popolare (Peep). Questi sono stati due punti sensibili durante questa amministrazione, così come si sono rivelati ostici per quella precedente. I due progetti infatti sono stati varati dal precedente governo (dove erano presenti molti degli attuali amministratori anche se in veste diversa da quella odierna) e il loro sviluppo ha avuto seguito nel corso degli ultimi anni.

L’amministrazione guidata dal sindaco Isidoro Verolla è salita al governo (Verolla ha vinto le elezioni con una lista civica, l’Aquilone) nel giugno del 2004. Varie sono state le modifiche che il sindaco ha apportato nella gestione amministrativa della casa comunale. Molte delle sue scelte non sono state condivise dagli esponenti dell’opposizione, che hanno più volte contestato l’operato di Verolla e dei suoi uomini (in particolare l’attenzione dei consiglieri di opposizione si è concentrata spesso sugli incarichi esterni affidati dal sindaco). Una minoranza, quella di Lusciano, divisa in due. Da una parte il gruppo guidato dal dottor Nicola Costanzo (del quale fanno parte Stefania Verde, Gennaro Speranza, Vincenzo Salernitano, Francesco Pezzella, Luigi Fattore), dall’altra quello costituito dall’unico consigliere dell’Udc Nicola Turco. Due gruppi uniti dal solo fatto di non condividere la gestione amministrativa.

Una gestione che è stata costellata da varie vicende. Nell’estate del 2005 il direttore generale Nicola Santoro fu aggredito nella casa comunale. Un’aggressione che provocò le ire di molti e causò l’allontanamento dal Comune del direttore stesso, che presentò a distanza di poco tempo, le sue dimissioni.

Nel febbraio del 2006 il sindaco Verolla, Nicola Santoro, Antonio Santoro, il funzionario comunale Luigi Mottola, Raffaele Santoro (allora vicesindaco), Carmine Mangiacapra (allora assessore), Salvatore Mottola, Nicola Palmiero e Nicola Esposito (tutti assessori) furono raggiunti da un avviso di garanzia. Nel mirino l’assunzione di Antonio Santoro, cugino di Nicola, come responsabile del servizio commercio, fino ad allora curato dai vigili urbani. La vicenda giudiziaria si è conclusa però nell’estate di quest’anno con una sentenza che ha scagionato tutti i soggetti coinvolti dall’accusa di abuso di ufficio.

Nel febbraio del 2007 poi ci sono state le dimissioni dell’allora presidente del Consiglio (da poco eletto al posto di Luciano Russo, attuale assessore) Gennaro Santagata. Dimissioni che, seppur giustificate con motivazioni di salute, ebbero una grande eco nell’ambiente politico del territorio. A seguito di ciò un rimpasto di giunta ha visto l’allontanamento di Raffaele Santoro e Carmine Mangiacapra dalla giunta e contemporaneamente dal Consiglio (essendo i due assessori esterni).

Nello stesso periodo, e precisamente pochi giorni prima delle dimissioni di Santagata da tutti gli incarichi comunali, i carabinieri e, di seguito, la Dda ascoltarono, come persone informate dei fatti, Gennaro Santagata, il consigliere di opposizione Francesco Pezzella, l’ingegnere Francesco Costanzo, il costruttore Emini, Nicola Santoro e Nicola Turco. Quest’ultimo, in quella circostanza, dichiarò di aver dato chiarimenti in merito ai Pip e ai Peep. Non bisogna dimenticare l’attentato ai danni del consigliere di opposizione Nicola Costanzo. Il 17 dicembre del 2006 il cancello di casa del dottore fu bruciato. Da allora lo stesso si è ritirato dalla vita politica pur non dimettendosi da consigliere.

I GIOVANI ASSESSORI: “ARRESTATE I RESPONSABILI”

Municipio di Lusciano (Ce)Delusione: questo lo stato d’animo di molti esponenti della maggioranza. Delusione ed amarezza soprattutto da parte dei giovani consiglieri ed assessori che facevano parte del gruppo di governo. Sì, perché il sindaco Isidoro Verolla si è circondato di tutti giovani, “forse un po’ inesperti, ma non certo legati a meccanismi di corruzione”. L’affermazione di Lucio Orabona, ex assessore ormai, sintetizza il pensiero di molti dei suoi colleghi. “Questa decisione – continua Orabona – lascia l’amaro in bocca anche se è un modo per tutelare cittadini ed amministratori. Certo – conclude dopo aver ammesso la sua amarezza – questi problemi sono legati al territorio e non sono dovuti a questa amministrazione che, di certo, ha governato seguendo le regole e non cadendo nella rete del malaffare. Se non fosse accaduto adesso – conclude – sarebbe successo fra qualche anno”. “Deluso dalle istituzioni” si dice invece Salvatore Mottola, altro giovane del gruppo. “Non mi aspettavo questa decisione. Siamo un’amministrazione giovane, – afferma e, poi, continua – sarebbe meglio se una volta accertati fatti del genere si procedesse ad arrestare i responsabili senza far cadere l’ombra del dubbio su tutti i componenti dell’amministrazione”. Pur nella confusione del momento, i due assessori sono chiari nelle loro esposizioni. Ciò che chiedono è chiarezza e puntuale “punizione” dei presunti responsabili. Per loro, alla prima esperienza di governo, non è certo una cosa entusiasmante far parte di un consiglio comunale sciolto. Non si lancia in commenti politici Giuseppe Mariniello. L’ex super assessore (così spesso è stato definito prima che presentasse le dimissioni divenendo semplice consigliere, pur mantenendo la delega ai Servizi sociali) si dice “dispiaciuto per i cittadini. Sono loro, infatti, quelli che subiscono le maggiori conseguenze dallo scioglimento”. Per avere una disamina politica da parte dell’ex assessore bisognerà attendere almeno la lettura delle motivazioni. Ed è questo che probabilmente aspetta di fare il sindaco Isidoro Verolla prima di pronunciarsi sull’accaduto. Nemmeno una parola vuole dire l’ex primo cittadino sulla decisione del Ministero degli Interni. Si lascia sfuggire solo una battuta: “Meglio così. Adesso potrò dedicarmi al mio lavoro”. Certo l’amarezza per il sindaco sarà forte, tanto da non dare spazio ad alcun commento e da rifugiarsi in una battuta, forse poco felice. Ad esprime, al contrario, la sua opinione è l’ormai ex vicesindaco Nicola Palmiero. Per lui la notizia dello scioglimento è stato come un fulmine a ciel sereno. “Non me lo aspettavo. La motivazione poi, che ci siano infiltrazioni camorristiche, non mi convince. Questa notizia mi lascia sorpreso. Se avessimo avuto sentore che c’era qualche cosa che non andava – continua Palmiero – di certo ci saremmo dimessi prima che arrivasse la decisione della commissione d’accesso. Invece eravamo certi del nostro buon operato tanto che stavamo continuando a lavorare e a mettere in cantiere altri importanti progetti per il paese”.

L’OPPOSIZIONE: TURCO FELICISSIMO, SPERANZA E COSTANZO PENSANO AL DANNO PER I CITTADINI

Diversi i commenti degli esponenti dell’opposizione. Felice, quasi pimpante si è mostrato Nicola Turco quando è venuto a conoscenza dello scioglimento del Consiglio. “Sono felicissimo – ha detto l’esponente dell’Udc – Certo mi dispiace per la popolazione, ma è un bene che questi amministratori, che si sono dimostrati incapaci di governare, siano allontanati dal Comune”. Poi Turco, che ha sempre denunciato quelli che lui definisce “abusi”, lancia una proposta: “Domani, insieme ad una cinquantina di professionisti, farò richiesta di votare tra sei mesi e non tra 18 per riportare legalità e crescita nel paese. Basta con gli abusi. E’ ora anche di fare chiarezza su Emini e sulle costruzioni fatte in paese, che poco hanno dato al territorio ed hanno invece soddisfatto solo esigenze personali. Vedi le costruzioni fatte in prossimità della chiesa di San Rocco”. Quest’ultimo riferimento non è certo casuale. Turco quasi vuole evidenziare un rapporto tra la decisione dello scioglimento e la questione della villa di proprietà di famiglia del sindaco Verolla, villetta costruita proprio a ridosso della chiesa di San Rocco, per la quale questione è intervenuta anche la Sovrintendenza dei Beni Culturali.

Più moderati, invece, i commenti dell’altra frangia dell’opposizione. “Non si può gioire di un fatto del genere. – afferma Nicola Costanzo – Certo noi abbiamo avuto momenti di frizione con la maggioranza, ma abbiamo continuato a lavorare nella piena legalità fino a quando, però, non abbiamo trovato difficoltà nello svolgere il nostro ruolo. Ai cittadini adesso verrà a mancare la crescita politica del paese anche se amministrativamente, con i commissari, le cose continueranno a procedere nel migliore dei modi”. Non vuole infierire il leader dell’opposizione ma si lascia andare ad una dichiarazione. Ricordando una sua frase, detta all’indomani dell’attentato ai suoi danni, dice: “La giustizia è lenta ma arriva. Ora è arrivata e io accetto la decisione e la rispetto qualunque sia la motivazione che sarà data. Di certo – conclude – si è lavorato bene e sono state trovate le prove per giungere a questa decisione”. Non proferiscono parola invece i due esponenti di Rifondazione Comunista, Francesco Pezzella e Vincenzo Salernitano. Entrambi si astengono dall’esprimere un commento. Si dicono “senza parole e impreparati ad affrontare una situazione nuova per noi: mai ci siamo trovati a far parte di un consiglio che viene sciolto”. Responsabilità e voglia di cambiare, invece, trapela dall’intervento dell’architetto Gennaro Speranza. Lo stesso si dice “mortificato” per quello che è successo e, ricordando che “questo è il secondo caso di scioglimento del consiglio comunale a Lusciano” (nel 1991 infatti, con le stesse motivazioni, venne sciolto il Consiglio. Allora al governo c’era Rosario De Cristofaro della Dc), afferma: “Bisogna alzare dei baluardi nei comuni dell’agro aversano nei confronti degli eventi malavitosi per tutelare i cittadini. Probabilmente noi – politici di Lusciano – non siamo stati capaci di fare questo”. E per evitare che un evento del genere si ripeta, ma soprattutto per permettere “la crescita del paese e il miglioramento delle condizioni di vita per le future generazioni”, Speranza chiede “l’aiuto dei politici e dei cittadini”. “Bisogna cambiare il paese e lottare per una qualità migliore della vita”. Impossibile è risultato contattare la diessina Stefania Verde in viaggio per un pellegrinaggio.

dal “Corriere di Caserta”, sabato 13.10.07 (di Luisa Conte)

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