Aversa

Professore del “Mattei” picchiato in classe

Istituto Professionale AVERSA. Professore viene picchiato in classe e finisce in ospedale. E’ successo ieri mattina all’istituto Professionale “Mattei” di Aversa. Il professore Alberto Stasi è entrato nella terza A al secondo piano della scuola, che si trova in via Nobel, proprio di fronte al pronto soccorso del Moscati di Aversa.

Ha iniziato a fare l’appello quando si è accorto di due intrusi nell’aula. Il professore ha immediatamente chiesto ai due ragazzi di identificarsi, ma uno è scappato mentre l’altro è stato fermato. L’insegnate ha chiesto al giovane di attendere l’arrivo di un operatore che lo accompagnasse fuori dalla scuola. Il giovane si è dunque voltato e ha sferrato un pugno al professor Stasi e poi si è dato alla fuga. L’insegnate di “Trattamento testo”, dopo il momento di sbalordimento, si è lanciato all’inseguimento del ragazzo e lo ha visto uscire, indisturbato, dall’istituto, in compagnia dell’altro intruso. Immediatamente si è rivolto ai vertici dell’istituto, poi ha lasciato lo stesso e si è portato al pronto soccorso per farsi medicare. Due graffi sanguinati e un evidente gonfiore all’occhio sinistro, questo il risultato dell’atto violento del giovane. Il professore ha poi avuto un colloquio con l’agente del pronto soccorso e si è detto deciso “a sporgere denuncia, così si fermano sul nascere questi teppisti”. Alberto Stasi era in uno stato di evidente turbamento. Ha raccontato l’accaduto ed intanto si guardava le spalle quasi che avesse paura che un episodio del genere si potesse ripetere nell’immediato. Lo stesso ha ammesso di conoscere uno dei due giovani che erano presenti nella classe, quello che è scappato e che dunque non ha usato violenza fisica. “Si tratta – ha dichiarato – di un mio ex alunno. Era con me due anni fa ma adesso non è iscritto al Mattei. Già a quel tempo gli feci un rapporto per il suo comportamento scorretto”. Dell’altro invece non sa nulla l’insegnate, anche se di certo lo riconoscerebbe. Ed infatti la sua descrizione è stata chiara: “Portava i capelli corti coperti da un cappello di lana, forse per essere irriconoscibile. Ed aveva anche gli occhiali scuri per non farsi vedere bene. Era alto più di me, robusto con un maglione scuro”. Il docente era sconvolto: picchiato in aula da ragazzi che non appartenevano all’istituto. “Sono convinto che sono entrati con la compiacenza dei miei alunni. L’ho più volte detto alla preside che bisogna fare qualche cosa per disciplinare i miei ragazzi: in gruppo sono pericolosi”. Queste le accuse dell’insegnante. Accuse forti da parte di un docente che di certo, dopo anni di esperienza nell’istituto, sa bene come vanno le cose. Non si esclude che l’episodio possa aprire un vero e proprio caso ad Aversa. Un caso che dia la possibilità di avviare un dibattito per affrontare in modo completo e concreto le varie problematiche inerenti l’universo scuola. Un argomento quello della disciplina in classe che proprio in quest’ultimo periodo ha visto un grande interessamento anche a fronte degli episodi di violenza in classe ripresi con il cellulare e dell’inasprimento delle regole dettate dal ministro della Pubblica istruzione Fioroni.

dal Corriere di Caserta, giovedì 17.10.07 (di Luisa Conte)

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