Trentola Ducenta

Costo del pane in calo dopo la denuncia di Arcobaleno

Costo del pane in calo dopo le denuncie dei consumatoriTRENTOLA DUCENTA. Sembra uno schiaffo in piena regola all’Ascom, che fin dall’inizio ha voluto difendere a spada tratta l’aumento del 100% del costo del pane a Trentola Ducenta e nei comuni limitrofi.

Dopo gli incontri in Comune tra amministratori, panificatori e commercianti, e i successivi incontri a Caserta, anche se in forma “non ufficiale”, il prezzo del pane è calato. Dai 2 euro dei giorni scorsi si è passato a costi ridotti con un prezzo che varia da 1,20 a 1,60, pochi ormai gli irriducibili. Un successo? Meglio definirlo come la giusta risposta alle denunce di associazioni, in primi quella dell’Arcobaleno, che per prima in provincia ha perseguito la formula della denuncia pubblica alle autorità preposte a controllare il fenomeno. Di certo, ad oggi, nessun atto ufficiale è stato intrapreso da nessuno, semplicemente i commercianti, forse valutato anche il fatto che i grandi centri commerciali in zona, quali Jambo ed Ipercoop, mantenevano immutati i prezzi sul pane, hanno deciso per l’autoriduzione. Come si giustifica questo parziale dietro-front? Non aspettiamoci sicuramente risposte concrete, anche perché forse tutto è rimandato ai tanto sbandierati aumenti di settembre.

Ricordiamo che l’associazione Arcobaleno, attraverso il componente dell’esecutivo Vittorio Savino, ad agosto ha denunciato la questione alle autorità preposte, ossia al sindaco Nicola Pagano, al Prefetto di Caserta Maria Elena Stasi, al direttore dell’Agenzia delle Entrate di Aversa, al comando della Guardia di Finanza di Aversa, alla stazione Carabinieri e al comando di polizia municipale di Trentola Ducenta, nonché al Codacons Italia e al suo rappresentate di zona Stefano Tonziello. Nella lettera inviata da Savino si leggeva: “Da lunedì 13 agosto molti degli esercizi alimentari e commerciali di Trentola Ducenta, in forma arbitraria, speculativa e senza alcun preavviso, né comunicazione esposta, hanno aumentato il prezzo del pane. L’aumento è stato del 100% sul costo del giorno precedente, il 12 agosto. Infatti un chilo di pane è passato direttamente da 1 euro a 2 euro”. Per l’esponente di Arcobaleno, questo aumento era quasi certamente il frutto di un servizio televisivo Rai, andato in onda nella serata del 12 agosto, dove si parlava di un probabile rincaro del grano, a far data da settembre, di circa il 5%. Ritenendo ingiustificato e scorretto un tale metodo di imposizione del prezzo del pane, Savino chiedeva alle autorità di intervenire al più presto, ciascuna per le proprie competenze in materia, anche e soprattutto a tutela della cittadinanza. Intanto, giungevano segnalazioni del genere da parte di molti cittadini dell’agro aversano.

A confermare che si trattava di aumenti ingiustificati interveniva il Codacons, denunciando i forti rincari dei prezzi degli alimentari e chiedendo l’intervento della Guardia di Finanza. “Solo il 5% del prezzo finale del pane dipende dal costo del grano. – riferiva il Codacons – Questo vuol dire che se anche il grano aumentasse del 10%, come sostenuto da alcuni, questo si dovrebbe ripercuotere sul prezzo finale per appena lo 0,5%”. Secondo dati Eurostat, citati dal Codacons, gli alimentari costerebbero al consumatore il 15% in più rispetto alla media europea, percentuale che per i latticini e le uova sale addirittura al 26% e che rende “inaccettabile un ulteriore aumento”.

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