Orta di Atella

Centrale, è scontro dopo il sì del Tar

CentraleORTA DI ATELLA. «Queste centrali sono tra le più inquinanti, soprattutto se fanno uso di combustibili che contengono sostanze nocive, come lo zolfo. Emettono ogni giorno nell’atmosfera forti quantità di anidride carbonica, e sono tra le maggiori responsabili di alcuni fenomeni negativi per l’ambiente come l’effetto serra e le piogge acide».

Antonio Pascale, responsabile Energia di Legambiente Campania e presidente della sezione Geofilos di Succivo, spiega quali rischi produce una centrale termoelettrica. La centrale in questione è quella che potrebbe nascere a Orta di Atella, un impianto sul quale anche il Tar della Campania, settima sezione, si è pronunciato favorevolmente condannando, per altro, l’amministrazione comunale. La centrale termoelettrica d’altro canto contribuirà alla produzione di energia sufficiente per tutto il Mezzogiorno collocandosi essa in un’area (la zona è quella che collega Orta di Atella a Marcianise, nei pressi del polo del corallo) a ridosso della quale, a Teverola, è già in esercizio una mega centrale da 400 Mw attiva da pochi mesi che si va ad aggiungere a una più piccola già esistente in quello stesso comune da 120 Mw. Anche il comune di Sparanise è dotato di una centrale da 800 Mw; a Napoli est inoltre esiste da tempo una centrale a olio combustibile da 400 Mw da convertire a gas e a Salerno ce ne è una da 800. Ora non è escluso che i residenti i quali hanno presentato ricorso al Tar contro Edison, l’azienda interessata dal progetto di realizzazione della centrale che di fatto ha ottenuto il via libera del Tar, possano ricorrere al Consiglio di Stato anche sulla scorta delle pressione di movimenti civici e gruppi di cittadini che si oppongono all’insediamento della centrale. Sia Legambiente, sia i gruppi di cittadini chiedono di effettuare una nuova valutazione ambientale sull’impatto della struttura e cercare di capire bene fino a che punto è possibile sovraffollare il territorio di centrali. «Ma un’altra incongruenza sembra essere quella della Regione – conclude Pascale – che fine hanno fatto tutti i progetti sulle energie rinnovabili? Secondo alcune recenti proposte, più del 30 per cento dell’energia prodotta doveva essere rinnovabile, ma di questo passo è poco probabile che l’energia alternativa trovi spazio».

Il Mattino (SARA BONI)

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