Orta di Atella

Centrale, Roseto (Rc): “La Edison ha in mano il destino di Orta”

Rifondazione ComunistaORTA DI ATELLA. In merito alle dichiarazioni del sindaco Salvatore Del Prete e relativamente a diverse iniziative annunciate rispetto al problema centrale termoelettrica, interviene il circolo di Rifondazione Comunista guidato dal segretario Giuseppe Roseto.

“L’intervento di Del Prete, come sempre, non ha fatto emergere nulla di politico o di istituzionale se non le solite offese personali e le solite inconcludenti, insignificanti e inutili dichiarazioni, specchio dell’azione politica di lui e della sua giunta, posta in essere da poco più di un anno”, si legge nella nota di Rc, che continua: “Vogliamo ricordare al sindaco di Orta di Atella che quello di Rifondazione è l’unico circolo di partito nella cittadina (unitamente alla Margherita) che si riunisce con cadenza settimanale e che in queste riunioni discute di politica e dei bisogni del paese, e non di spartizione di potere, di licenze edilizie, di varie altre situazioni”. Poi si affronta nel merito la sentenza del Tar Campania, che ha emesso un verdetto in merito alla costruzione della centrale termoelettrica ortese e al risarcimento che l’ente locale deve provvedere a versare alla società detentrice della licenza a costruire della stesse struttura. “Rispetto alla sentenza del Tar – prosegue Rifondazione – è chiaro che oggi il destino del territorio di Orta è nelle mani della Edison, la quale vanta ormai due diritti, e cioè quello di costruire la centrale oppure quello di farsi risarcire con una cifra superiore ai nove milioni di euro pari al prezzo pagato dalla ex Sondel per l’acquisto dei terreni dove sarebbe dovuta sorgere la centrale”. La decisione di costruire la centrale oggi spetta infatti solo alla Edison che, avendo mofidicato il proprio piano industriale, potrebbe anche decidere di non costruire ma di farsi risarcire in maniera massiccia. “In caso di costruzione della centrale, – sottolinea Rc – ci adopereremo con i mezzi e le proteste opportune perché questo non avvenga ed in caso di mancata costruzione e di condanna del Comune al pagamento degli oltre nove milioni di euro chiederemo alla Corte dei Conti che non siano come al solito i cittadini a pagare per le malefatte dei propri amministratori Come mai non è stata trasmessa alla società la delibera di revoca del protocollo d’intesa? Come mai si esprimeva parere favorevole alla procedura di Via (valutazioni teoriche senza tener conto della pericolosità della salute dei cittadini)? Chiederemo che tale ingente penale si riversi su chi ha stretto patti e firmato accordi con la Sondel per poi non sapere nemmeno come disdirli. In merito alle iniziative da porre in essere, Rifondazione Comunista non intende proporre nessun ricordo presso nessuna sede giudiziaria essendo ciò di pertinenza dell’ente comunale, né tantomeno intendiamo chiedere contributi ai cittadini per fare ciò. Non ci interessano i giudici, gli avvocati, le aule di tribunale, ma ci sta a cuore solo la salute dei cittadini ortesi e per la difesa di questa saremo in questa vertenza al fianco degli stessi cittadini e dei comitati che si batteranno affinché Orta non paghi ancora per l’incapacità e la cattiva gestione dei suoi amministratori. La sentenza, risalente all’inizio del mese di luglio, è stata notificata la scorsa settimana al Comune, tra l’altro in un periodo di assenza del sindaco, che si trovava in ferie. Furono il vicesindaco Massimo Lavino e l’assessore all’ambiente Salvatore Patricelli i primi ad interessarsi della vicenda, unitamente al consigliere Giovanni Sorvillo. La questione adesso è allo studio della maggioranza che con un avvocato sta valutando nel merito il ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza.

dal Corriere di Caserta (giovedì 06.09.07)

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