Italia

Voto di scambio: 210mila euro più un lavoro in cambio di 420 voti

Strassoldo presidente della provincia di UdineUDINE. “Se riuscirai a farmi ottenere il voto di 420 elettori, ti pagherò 210 mila euro e ti offrirò un posto da dirigente alla Provincia di Udine”. Il classico accordo “sottobanco” ? No, un vero e proprio contratto di vendita, con tanto di firme.

L’accordo è stato stipulato tra Marzio Strassoldo (CdL), presidente della provincia di Udine, e Italo Tavoschi, ex sindaco di Udine. Il 20 febbraio 2006, Tavoschi si impegna a sostenere il professor Strassoldo alle elezioni provinciali; l’accordo prevede la presentazione di una lista in appoggio di Strassoldo in uno o più collegi della provincia di Udine. In cambio, Strassoldo, nell’eventualità della vittoria elettorale, avrebbe ottenuto 210 mila euro in tre anni ed un incarico amministrativo, per la durata minima di tre anni, rinnovabile. Ma quel contratto non è mai stato rispettato, e Tavoschi, senza troppi indugi, ha presentato ricorso all’ufficio del lavoro reclamando la mancata assunzione da parte del presidente Strassodo, il quale, intervistato dal “Messaggero Veneto” ha precisato che quest’atto “è uno di quei tanti accordi politici che si sottoscrivono in campagna elettorale. Solo che invece di chiedere un posto in giunta, per il quale Tavoschi, come singolo candidato, non aveva titolo, ha preteso un incarico dirigenziale. L’accordo teneva conto del fatto che c’erano prospettive che si liberassero alcuni posti da dirigente. Ma subito, quelle opportunità sono state vanificate dalle norme della Finanziaria che ponevamo precisi paletti…”.

Una situazione che ha destato clamore ed imbarazzo all’interno della coalizione di centrodestra che sostiene Strassoldo, – a tal punto che è stata indetta una riunione urgente con la Lega che ha minacciato di ritirare gli assessori – e che tende ad acuire il rapporto di crisi tra politica e cittadini.

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