Italia

“Precariato, paghe e professionalità: le tre piaghe dell”istr

Leonardo DonofrioIlDecreto-Legge 5 settembre 2007“Disposizioni urgenti per assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico” èsolo parole, promesse di nessun valore, cose di poco conto e non quantificabili, che hanno generato da più partisolo chiacchiere, …

con l’effetto di spostare i problemi in particolare quello del rinnovo del contratto salariare scaduto a dicembre 2005, come nel vecchio gioco delle tre tavolette. Ma le tre vere piaghe della Pubblica Istruzione in Italia, Precariato, Paghe e Professionalità non vengono, non diciamo guarite, ma nemmeno lenite provvisoriamente. Perché siamo tanto pessimisti? La risposta è semplice: non viene affatto affrontato alla radice il problema del reclutamento, come noi da molto tempo indichiamo come unica soluzione possibile per riorganizzare alla base la scuola italiana. Siamo infatti convinti che le attuali graduatorie provinciali e regionali vadano sostituite con un albo regionale dei docenti Abilitati e selezionati ,da assumere con contratto a tempo indeterminato su tutti i posti nei limiti del contingente assegnato a ogni regione. Per quanto riguarda la professionalità, questa deve essere il frutto di una continua formazione in itinere a spese dell’amministrazione pubblica e non dei singoli docenti. Infine, le paghe devono subire un forte adeguamento al costo della vita, e non solo. Devono diventare tali da consentire al docente di dedicarsi interamente alla sua professione, senza dover ricorrere a lavoretti più o meno qualificati per arrotondare il magro peculio. Inoltre, ci deve necessariamente essere per tutti la possibilità di acquistare testi, audiovisivi, assistere a conferenze, visitare mostre etc. Tutto questo è ovviamente impossibile per chi deve fare ogni mese i salti mortali per far quadrare il bilancio. Ripetiamo, dunque, le tre P: precariato, professionalità e paghe sono problemi gravi che i Ministri competentinon risolvono. Le tre I più tabelline, grammatica e sintassi Moratti&Fioroni non destano tanto interesse nel popolo della Scuola e, per dirla con un antico proverbio colmo di saggezza, “Chiacchere e tabacchiere di legno il Banco di Napoli non ne impegna!”.

Leonardo Donofrio
IUniScuola Sindacato Istruzione

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