Italia

Il rapporto con la “Nera Signora”

Luciano PavarottiGigi SabaniLa scomparsa, a distanza di 24 ore, di Gigi Sabani e Luciano Pavarotti mi ha fatto riflettere sul rapporto che tutti noi abbiamo con la morte.

Nel passato l’approccio diretto con la “nera signora” si aveva, inizialmente, con la perdita dei nonni, in seguito con quella dei genitori, dei parenti più anziani e, al massimo, di qualche amico, vicino di casa o semplice conoscente. In ogni caso era un rapporto sporadico, diluito nell’arco temporale di un’intera vita. La presenza della morte non era ossessiva, eppure le aspettative di vita erano inferiori, rispetto alle attuali e per molte malattie non si conoscevano ancora rimedi efficaci.

Oggi, invece, con l’onnipresente televisione, questo contatto si è fatto continuo, asfissiante. Le immagini dei morti in guerre lontane, negli incidenti d’auto o per opera della criminalità organizzata sono all’ordine del giorno. I decessi causati dal cancro o dalle malattie cardiovascolari sono così diffusi che tutti, nel proprio ambiente di vita, conoscono persone colpite in un modo o nell’altro da tali tragedie.

Questi aspetti, però, per quanto drammatici, sono marginali rispetto alla perdita diretta di un familiare. Anche se, con la capillare diffusione della televisione, il concetto di familiarità si è allargato enormemente. Certi personaggi televisivi, insieme con i quali, quasi tutti i giorni, passiamo un pò del nostro tempo, a volte diventano più “intimi” perfino dei veri e propri consanguinei che, per le ragioni più disparate, vivono distanti geograficamente o per il tipo di vita praticato. Da quando la TV di Stato trasmise il primo programma, milioni d’italiani hanno “adottato” vari personaggi dello sport, dell’arte, dello spettacolo ecc. Chi può dire di non aver mai avuto una particolare predilezione per un cantante, un calciatore, un’attrice? E chi non ha mai passato qualche ora, davanti alla Tv, in loro compagnia? Quando, dopo averti accompagnato nell’arco di un’intera vita, d’improvviso, questi visi e voci familiari si “spengono”, lasciano un dolore reale, palpabile, paragonabile solo a quello causato dalla perdita di un familiare stretto.

A parte i mostri sacri come Totò, Eduardo, Sordi, Peppino De Filippo, Troisi, Vittorio De Sica, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Manfredi, Mastroianni, Magnani, Fabrizi ecc. immortali perché riproposti in continuazione dalla televisione, e a parte i cantanti come Lucio Battisti, John Lennon, Fabrizio De Andrè ecc. sempre presenti grazie alle loro incisioni, ci sono personaggi che, quando muoiono lasciano vuoti non facilmente colmabili.

Gli esempi sono tantissimi: Corrado, Scirea, Tortora, Villeneuve, Noschese, Mario Riva, Walter Chiari, Ayrton Senna, Bramieri, Facchetti ecc.

Solo quando queste persone scompaiono definitivamente dal video, si percepisce la morte come qualcosa d’ineludibile che accompagna, sin dalla nascita, ognuno di noi.

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