Cesa

Via Berlinguer sempre più pericolosa

Auto e moto sfrecciano a folle velocità lungo la stradaCESA. E’ probabilmente uno degli incroci più pericolosi di Cesa quello tra via Piave e via Berlinguer, all’altezza dell’arco di San Giuseppe, nella zona che i residenti chiamano “For a croce ‘e Sant’Aniell”.

Arrivati allo stop alla fine di via Piave è diventato praticamente impossibile guardare a destra prima di attraversare via Berlinguer, a causa della sosta selvaggia delle auto. A lamentare il disagio sono soprattutto i residenti di via Leonardo, piccola traversa di via Berlinguer, che per tornare a casa devono quotidianamente sfidare il pericoloso crocevia. Oltre a stare attenti alla grande velocità con cui sfrecciano su via Berlinguer auto e moto, gli automobilisti hanno seri problemi di visibilità perché su entrambi i lati della carreggiata sono sempre più numerose le vetture parcheggiate, in barba a ogni norma del codice della strada, qualche volta anche in seconda fila. Il motivo principale della sosta selvaggia è la presenza proprio in quel punto dello studio pediatrico dell’Asl, al quale si rivolge sia un’utenza cittadina che extracittadina. La situazione è peggiorata proprio da quando è cominciata l’attività dell’ufficio sanitario, mentre prima non vi erano particolari problemi. Stanchi di questa situazione, un gruppo di residenti preoccupati invita il sindaco De Angelis e l’amministrazione comunale alla collaborazione: “Proponiamo di vietare la sosta sul lato destro di via Berlinguer, almeno nel tratto dove è situato lo studio pediatrico perché se la situazione rimane così prima o poi sarà inevitabile che accada un grave incidente”. Via Berlinguer si segnala come strada pericolosa anche per un altro motivo: nonostante qui risieda la caserma dei Carabinieri, ogni giorno auto e moto sfrecciano a grande velocità e nelle ore più tranquille, cioè quando il flusso dei veicoli è minore, si può assistere anche a delle vere e proprie gare di velocità lungo il rettilineo della carreggiata, i cui protagonisti sono sempre più spesso ragazzini senza casco.

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