Caserta

Con De Franciscis Caserta punta alla leadership

Sandro De FranciscisCASERTA. Ha aperto la campagna per la leadership campana del Pd davanti ai supporter che ieri assiepavano il Comunale cercando di evitare polemiche e toni aspri ma la zampata alla fine c’è stata.

Contro chi critica la cifra della “casertanità” della sua discesa in campo (“Che magari non significa nulla politicamente ma vale sempre di più delle fortune politiche costruite al tavolo del tressette o dello scopone, che io, come sapete, non gioco”) o gli attribuisce la politica delle “annessioni” e del “partito personale” (“Non mi appartengono, ho sempre cercato di parlare a tutti, sono un ulivista convinto”). Nel mirino De Mita, venuto l’altro ieri a benedire Nicolais e Iannuzzi, Montemarano il demitiano (“La sanità campana, ecco cosa deve cambiare”) e in subordine il vice alla Provincia Adolfo Villani, che nei giorni scorsi si era speso contro il cesarismo del presidente. De Franciscis, per il resto, ha cercato il registro del leader che vola alto, solleticando nei suoi il sogno del bis dei fortunati scontri per il comune di Caserta. Franco Capobianco ha introdotto la manifestazione: “Stiamo lavorando alle liste, con una serie di incontri – ha annunciato – collegio per collegio”. È toccato a Nicola Ucciero spiegare per primo perché una fetta dei partiti dell’Ulivo ha scelto, insieme a Italia di Mezzo e altri, di puntare sul candidato made in Caserta alla guida del Pd regionale. “Il nostro Veltroni è De Franciscis, il segretario non può essere scelto – ha scandito – da Ds e Margherita”. Sandro è una risorsa per il Pd campano: quindi bando ai veleni, confrontiamoci sui contenuti e sul progetto. Anche perchè “il 15 saremo tutti nello stesso partito”. Un leit motiv ripreso da Massimiliano Rendina, docente di architettura della Sun e da Grazia Marciano, ex dirigente della Sinistra Giovanile. Gaetano Pascarella, sottosegretario alla Pubblica Istruzione e più autorevole sponsor della candidatura, ha cercato il discorso più articolato, obiettivo dichiarato rispondere alle critiche già affacciate nel primo scorcio di campagna. “Non c’è nulla di provinciale né alcun tentativo di partito personale nella discesa in campo di Sandro”, ha detto. Con un riferimento soft al meeting di Nicolais (“che ho salutato con un buon inizio della nostra straordinaria avventura”) e la sottolineatura della “ricerca di stabilità in tutte le amministrazioni di centrosinistra del territorio” (una chiosa per raffreddare le polemiche seguite alle dichiarazioni di Vietri sul governo regionale). “Cerchiamo un elemento di stile della politica, un confronto senza risse”, aggiunge per chi non avesse capito. E dopo un’altra puntata indirizzata a coloro che già prefigurano verifiche alla Provincia (“Ma che verifiche cerchiamo? Stiamo parlando di altro, stiamo parlando dei democratici”), è tornato a illustrare la necessità del superamento della mediazione preventiva. “Sandro alla guida del Pd campano – ha concluso – sarà la nostra rivoluzione copernicana”. A De Franciscis, chiamato alla fine sul palco, le conclusioni che annunciano un nuovo inizio. “In queste ore finisce l’attesa, siamo arrivati alla tappa – ha esordito – che temevo non arrivasse più”. Per finire con “Io amo questa regione”. Detto da uno “che ha l’orgoglio di essere casertano”.

da “Il Mattino”, mercoledì 10.09.07 (di Antonio Pastore)

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