Campania

Marcianise, Unart Group nel Forum giovanile

Fabio Musone MARCIANISE (Caserta). Il Consiglio direttivo dell’associazione Unart Group, ha nominato come rappresentanti al Forum dei Giovani di Marcianise gli studenti universitari Fabio Musone e Pasquale Mezzacapo.

Gli stessi avranno il compito di esprimere pareri, formulare proposte e di formare indirizzi, all’amministrazione comunale, per l’adozione di una politica giovanile condivisa. L’associazione Unart Group ha seguito fin dall’inizio il processo di costituzione di quest’organo di partecipazione alla vita politica della città, facendo proposte ed aprendo dibattiti, individuando un percorso progettuale, che andava ben oltre la semplice costituzione del Forum, proponendo ben tre organi (con annesse proposte di statuto) per la libera partecipazione e per una politica condivisa; suggerendo di aprire il Forum anche ai cosiddetti gruppi informali o gruppi di base; purtroppo la III Commissione Consiliare Permanente, pur apprezzando le proposte delle associazioni riunitesi in assemblea (grazie all’invito del professor Brillantino, delegato dall’Assessore Nicola Scognamiglio), ha deciso ad unanimità, di dar vita ad uno strumento si democratico, ma inficiato da regole partitiche (vedi l’articolo 2 dello Statuto del Forum).

Le forme di partecipazione giovanile oggi non sono più solo quelle tradizionali, ma ve ne sono di nuove e diverse. Ad esempio una volta, parlando di partecipazione, si sarebbero sicuramente usati anche altri tre vocaboli quasi come sinonimi: appartenenza, militanza e rappresentanza. Oggi invece va ridefinito il senso di questi termini e così appartenenza oggi significa più una ricerca di luoghi di espressione di sé, che non invece l’indossare una “casacca” definitiva. Nasce così il concetto di “partecipazione allargata”, che sottende forme e formule diverse, originali e molteplici di partecipazione giovanile alla vita della città, oltre all’associazionismo giovanile in senso stretto ed al volontariato, che sono: la peer education, le leve civiche, il partecipare ad attività sportive, il fare musica insieme agli amici, suonare in una band, frequentare i centri di aggregazione giovanile (oratori, centri sociali, Cag), ma anche e semplicemente frequentare il gruppo informale di amici ed oggi, probabilmente, il creare con le nuove tecnologie siti internet, il chattare, l’uso di sms ed mms, il prendere parte ed eventi o movimenti, essere coinvolti in microprogetti locali, ed in azioni informative sul proprio ambito di impegno e/o di interesse.

Se queste sono le forme, bisogna corrispondere con strumenti ed interventi che favoriscano la partecipazione e l’associazionismo giovanile ed il suo rapportarsi con l’ente pubblico perché così si permette l’incontro tra giovani ed istituzioni, primo passo per conoscersi e co-costruire insieme un “pezzo di città”. In questi processi favorire la partecipazione significa sviluppare un più alto grado di relazionalità, di intensità dei legami, di livello di fiducia che si costruisce in una comunità (cioè il “capitale sociale”, il cui accumulo rende la città e l’individuo più sicuri perché più vivibili). “Perché ciò avvengadichiara il presidente di Unart Group Enzo Raucci – è necessario che siano garantiti spazi per ritrovarsi e scambiarsi idee, in cui il “clima” sia buono e ci sia anche una dimensione di svago e di piacere, perché in questi contesti possono emergere potenzialità, idee e risorse di chi vi partecipa”.

Questo “prendere parte”dei giovani ad attività e aprogetti che li interessano e che loro stessi organizzano è importante perché spesso è la prima tappa di un processo che porterà i giovani a coinvolgersi maggiormente nella vita della collettività, ivi compresa la vita politica. Ma non solo: la partecipazione dei giovani non ha l’unica finalità di formare dei cittadini attivi o di costruire una democrazia per il futuro. La partecipazione giovanile non si limita al rapporto giovani-istituzioni, ma vanno considerate tutte le forme in cui si esprime. Cioè esiste oggi un concetto di “partecipazione allargata”, che sottende forme diverse ed originali, tra cui, ultima, quelle dei “movimenti”. Se uno degli aspetti positivi di queste forme è la presa di coscienza della necessità di rivedere alcune modalità ed assetti della nostra società, rimandando quindi a “soluzioni politiche”, è vero anche che i moti partecipativi di oggi sono senz’altro più vasti della stessa partecipazione politica. La crisi della partecipazione si risolve individuandone i virus, cioè quegli elementi che ne impediscono l’attuazione. Cioè tutto quello che potrebbe ostacolare la partecipazione, intesa come uscita dai vincoli e dall’isolamento. Si tratta dell’ansia eccessiva, dell’egocentrismo (che non è detto che sia egoismo, ma è una forte centratura su di sé), della “tribù”, del pensiero semplificato, dell’espertismo (per cui per ogni problema c’è un esperto che dà la soluzione), dell’incertezza e dell’insicurezza dell’oggi. Ed è a fronte della complessità che è possibile prendersi un virus.

Per questo motivo il Forum Giovanile è il primo punto di riferimento dell’Amministrazione per quanto riguarda il rapporto con la realtà giovanile. Ciò fa si che il Forum possa davvero avere potere propositivo in materia di interventi a favore dei giovani, nei confronti del Consiglio Comunale. Inoltre può assicurare la gestione di un bilancio annuale assegnato dal Consiglio comunale che rappresenta una parte del bilancio giovanile del Comune. Ruolo del Forum nel tempo sarà anche quello di rapportarsi sempre di più con tutte le realtà giovanili non organizzate e con i numerosi gruppi informali presenti sul territorio. Per questo è suo compito tenere ed aggiornare un’apposita anagrafe comunale dei gruppi di base, i cui rappresentanti possono partecipare al Forum.

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