Campania

Marcianise, auto rubate: Finanza arresta tre persone

L'Audi Q7 sequestrata dai finanzieri di MarcianiseMARCIANISE (Caserta). Nella tarda notte di venerdì, le Fiamme Gialle della Compagnia di Marcianise hanno proceduto al fermo di tre persone per riciclaggio di auto provenienti da furto.

Durante un controllo del territorio, l’attenzione dei finanzieri è stata attirata da un cittadino albanese che viaggiava a bordo di un Mercedes CL 500 e che, dai primi accertamenti al terminale, risultava nullatenente. È stato quindi intrapreso un lungo pedinamento, iniziato nel primo pomeriggio, durante il quale lo straniero si è incontrato con un cittadino turco ed un soggetto palermitano. Con instancabile pazienza, le Fiamme Gialle hanno seguito per tutta la giornata i tre, ricostruendone i movimenti, fino a quando l’albanese, B.G. del 72, noto come “Gimmi” ha ceduto ai due acquirenti una fiammante Audi Q7 3.0 TDI proveniente da furto, ricevendone denaro contante per 5.600 euro. I tre, al termine di un inseguimento, sono stati bloccati nei pressi del velodromo di Marcianise e condotti in caserma per gli accertamenti di rito. Non è stato facile accertare la provenienza illecita dell’Audi Q7 che riportava i numeri di telaio perfettamente abrasi e successivamente ricostruiti. Anche il libretto di circolazione, il certificato di possesso, il contratto di assicurazione, le targhe e persino un atto di vendita innanzi ad un notaio, erano tutti perfettamente contraffatti. Alla fine i finanzieri hanno accertato che l’Audi Q7 era stata perfettamente clonata con riguardo ad un analogo modello di proprietà di un ignaro soggetto residente nella provincia di Potenza, alla cui insaputa i tre delinquenti avevano riprodotto le targhe e documenti dell’auto di proprietà.

l'Audi Q7 sequestrata dai finanzieri di MarcianiseIl modus operandi utilizzato dai trafficanti e riciclatori di auto rubate, si affina sempre più: rubata un’autovettura si cerca, magari dall’altra parte dell’Italia, una di analogo modello, immatricolata nel medesimo anno e dello stesso colore, del quale si prende il numero di targa. A questo punto il gioco è fatto perchè basta la collaborazione di un assicuratore compiacente che recuperi i dati di un’autovettura “pulita” perché a questo punto venga duplicato libretto di circolazione e il certificato di proprietà. I dati vengono poi abbinati all’auto rubata e così si ha un perfetto clone di quella originale. Con tale artificioso meccanismo a volte è possibile eludere i controlli su strada perché occorre un esame più approfondito dei documenti e dell’auto per risalire alla effettiva provenienza di quest’ultima. E proprio questa metodologia era stata utilizzata dai tre arrestati che, tuttavia, sono stati fermati nel loro intento dai finanzieri.

A finire in carcere appunto, sono stati l’albanese B.G. del ‘62, domiciliato a Capodrise e noto come “Gimmi”, il turco C.M. dell’82 ed il palermitano D.I. del ’58, questi due domiciliati a Krefeld in Germania ove avrebbero dovuto trasferire l’Audi Q7. È stata inoltre sequestrata, quale provento del reato di riciclaggio di cui all’art. 648-bis, la Mercedes CL500 su cui girava l’albanese. Ritrovato anche denaro contante per circa 8mila euro, oltre a 4 telefonini e alla documentazione contraffatta. Si sta ora cercando di risalire al reale proprietario dell’autovettura per cui verranno effettuati esami elettrolitici al fine di rilevare quale fosse il numero di telaio originale della Q7.

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