Aversa

Parco Argo, Nobis lancia l’allarme traffico

Porta NapoliAVERSA. Al rientro dalle vacanze tutti gli aversani sono tornati “ai posti di combattimento”, la città ha ripreso a vivere ma puntuali si sono ripresentati tanti problemi finora irrisolti e che minacciano la tranquillità di buona parte dei cittadini.

“Anche se in questo momento non ho modo di partecipare in prima persona alla vita politica di Aversa – esordisce Nico Nobis, candidato alle scorse elezioni nelle fila della civica ‘Popolari Normanni’ e primo dei non eletti – mi preme affrontare, da cittadino, un particolare problema che sta a cuore a chi, come me, vive nella zona del Parco Argo, ed in particolare la zona che va dall’incrocio tra via Raffaello e via Salvo d’Acquisto. Dopo l’apertura dell’ennesimo locale in pochi metri quadrati aumenta, infatti, il disagio di un quartiere ormai abbandonato a sé stesso, vittima del parcheggio selvaggio e di un traffico senza controllo. Vivo al parco Argo – continua Nobis – ed avverto il disinteresse da parte dell’amministrazione, che ormai da troppo tempo sembra essersi dimenticata di una zona che merita maggiore considerazione. I problemi nascono principalmente dalla presenza di tanti locali di intrattenimento di cui alcuni – con o senza le debite autorizzazioni – restano aperti tutta la notte e sono meta continua non solo degli aversani ma di tutti gli avventori provenienti dai paesini vicini. Pertanto, concentrandosi in una così piccola superficie tanti locali, va da sé che dalle ore 22.00 fino all’alba, dal giovedì alla domenica, noi abitanti della zona siamo costretti ad un vero e proprio coprifuoco, con autoveicoli di ogni tipo e dimensione che affluiscono da ogni strada al fatidico incrocio. Si è costretti a scegliere, allora, tra il rientrare prestissimo alle proprie abitazioni onde evitare di restare bloccati fuori a suonare i clacson davanti ai cancelli sperando che il proprietario dell’auto parcheggiata in modo tanto incivile si decida a spostarla, oppure uscirsene e tornare tardissimo per non dover trascorrere ore nel traffico anche per percorrere poche decine di metri”. Nobis conclude rilanciando il tema della movida: “Spero non accada mai, ma mi chiedo di chi sarà la colpa il giorno in cui, per soccorrere qualcuno, dovranno intervenire nella zona autoambulanze o vigili del fuoco”. Non manca da parte di Nobis anche una stoccata all’Amministrazione Ciaramella: “Gli interventi realizzati prima delle elezioni, a mio avviso poco studiati e poco mirati allo smaltimento dell’enorme afflusso di veicoli, hanno comportato solo maggiori difficoltà per noi abitanti. Basti pensare alla ‘geniale’ strettoia realizzata, con ampi marciapiedi e paletti di ferro, all’inizio di via Modigliani per impedire il doppio senso di marcia selvaggio, ma che ad altro non è servita se non a creare un parcheggio per motorini ed auto, un luogo ove porre abusivamente i tavolini dei locali che si trovano là e a rendere impossibile l’ingresso e l’uscita di casa anche a rischio di continui alterchi e litigi che potrebbero prima o poi sfociare nella tragedia! Il tutto condito da un forte aumento del tasso inquinamento atmosferico, baccano, clacson continui e musica a tutto volume sino al mattino. Inoltre, c’è da aggiungere che dopo ogni notte, la zona viene puntualmente lasciata come una vera e propria discarica, con bottiglie rotte e cartacce ovunque. Aumenta la quantità di rifiuti rispetto alla capacità dei contenitori destinati ai condomini e ciò cagiona, soprattutto in estate, la presenza di ospiti indesiderati quali zanzare e topi”. “Insomma, un degrado che lascia attoniti noi abitanti della zona, costretti a vivere in condizioni che – come se non bastasse quanto finora rappresentato – determinano un enorme deprezzamento degli immobili del Parco Argo e un danno incalcolabile per i proprietari”. Nobis, poi, conclude con una richiesta di collaborazione all’amministrazione comunale e non solo per il ritorno alla quiete della zona: “Cercando di conciliare gli interessi degli esercizi commerciali con il diritto al vivere civile e tranquillo delle persone che vi abitano, magari attraverso il coinvolgimento di esperti e Università, vorrei sensibilizzare le istituzioni e le forze dell’ordine affinché, tutti insieme, si riesca a trovare rapidamente una soluzione al problema”.

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