Italia

Un’altra morte sul lavoro, è toccato a un 26enne di Taranto

Ennesima morte biancaTARANTO. Ennesimo caso di incidente sul lavoro, ennesima tragedia. Questa volta a pagarla con la vita, la mancanza irrefrenabile di sicurezza sui cantieri in Italia, è stato un giovane ventiseienne di Taranto, Domenico Occhinegro, giovane operaio dell’Ilva di Taranto rimasto schiacciato da un grosso tubo d’acciaio.

Amaro il commento del papà che con parole rotte dal dolore ha riferito del suo sdegno per la triste vicenda che, non il destino, bensì il lavoro ha riservato per il giovane figlio. “Come si può – ha raccontato davanti alle telecamere di un TG nazionale – a ventisei anni uscire a lavorare con la certezza che prima o poi ti debba capitare di avere qualche incidente se non addirittura di morire?”. L’incidente è avvenuto che erano le 22.10 circa di ieri. Immediati i tentativi di soccorso, trasportato al più vicino ospedale il giovane è deceduto dopo che i medici hanno tentato un disperato intervento per restituirlo alla vita. Erano le 3.50. L’incidente, a quanto pare, è da attribuire al cattivo funzionamento degli automatismi che lasciano scorrere su di un nastro dei tubi. Tubi che non si sarebbero fermati alla fine della loro corsa. Ventisei anni ed un matrimonio programmato per l’anno a venire. Un’intera vita stroncata, un’intera vita ancora tutta da immaginare infrantasi nel malfunzionamento di un automatismo. Si calcola che le morti bianche, in Italia, siano in media di quattro al giorno. Una vera mattanza. A nulla sono valsi gli accorati appelli del capo dello stato per una maggiore vigilanza, per una maggiore e più diffusa cultura del lavoro e del diritto. In Italia è così, milioni di lavoratori varcano la soglia della porta di casa per andare a lavorare con la certezza matematica che “prima o poi” toccherà anche a loro, ferirsi sul lavoro o, nel peggiore dei casi, lasciarci le penne.

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