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Strage di Duisburg, diffuso identikit del killer

l'identikit tracciato dalla Polizia tedescaDiffuso dalla polizia tedesca l’identikit di un uomo che potrebbe essere collegato all’uccisione dei sei italiani avvenuta il giorno di ferragosto a Duisburg, nella Germania nord-occidentale, nell’ambito di una faida tra clan calabresi.

L’identikit è relativo a uno dei due uomini segnalati vicino alla scena della sparatoria nelle prime ore di mercoledì scorso, ha detto in un comunicato la polizia di Duisburg. I testimoni dicono che gli uomini sono fuggiti dalla zona su un’auto scura, in direzione della zoo. L’identikit, che secondo la polizia si riferisce al guidatore dell’auto, ritrae un uomo coi capelli scuri, ben rasato, a parte un paio di lunghe basette, e con una voglia scura sotto l’occhio destro. L’uomo è magro e alto 1,80-1,85 metri.

Un meccanico di Duisburg, intervistato dal quotidiano Bild, ha detto di aver notato due uomini davanti al ristorante vicino a cui è stata compiuta la strage. L’uomo stava rincasando in auto e si fermato per far scendere un collega. “Erano vestiti in scuro e uno guardava attraverso la vetrina della pizzeria”, ha detto il meccanico. Quando ci siamo fermati, si sono spostati e sono entrati nel cono d’ombra dell’edificio”, ha detto ancora l’uomo. “Ho capito cosa era successo soltanto la la mattina dopo e provato un brivido”.

Marco Marmo e Francesco Pergola, due delle vittimeSebastiano Strangio, un'altra delle vittime, era socio del proprietario del ristorante Intanto, secondo il pentito della ‘Ndrangheta, Giorgio Basile, i killer della strage si sono rifugiati in Olanda, dove godrebbero di facili coperture. In un’intervista al tabloid tedesco “Express” il pentito, che da tempo collabora con le autorità italiane e tedesche, ha inoltre detto di non credere che le autorità riusciranno a prendere gli autori della strade. “Quelli, già venti minuti dopo erano sicuramente in Olanda, dove si può prendere una camera d’albergo senza esibire il passaporto e far perdere per il momento le tracce”. Quanto alla brutalità delle sparatoria, Basile ha spiegato che sparare alla nuca è “una pura misura di sicurezza, per essere sicuri di uccidere”. Basile si è poi detto convinto che una strage come quella di Duisburg non si ripeteràin territorio tedesco. “Non credo – ha osservato – sei morti in Germania non sono una cosa normale, qualcosa deve essere andato storto”. Sui motivi della presenza della ‘Ndrangheta a Duisburg, il pentito ha affermato che “la Germaniaè un nascondiglio preferito, poiché tutti hanno qui amici e parenti e questi devono sdebitarsi con qualche favore”. “Anche nel mio caso la cosa è iniziata allo stesso modo, quando noi abbiamo accolto a Muelheim gente della ‘ndrangheta”. Basile non si mostra sorpreso per la strage di Duisburg, poiché a suo avviso “la zona della Ruhrè una roccaforte della ‘Ndrangheta, ma la polizia non ha mai voluto ammetterlo. I tedeschi devono rendersi conto che dove c’è pizza, c’è mafia, poiché molti ristoranti vengono finanziati con i suoi soldi”.

Da ieri le forze dell’ordine hanno compiuto perquisizioni ed effettuato blocchi stradali attorno a San Luca, paese di 4mila abitanti in provincia di Reggio Calabria, dove da 16 anni è in atto una faida tra due famiglie rivali, Pelle-Romeo e Strangio-Nirta, alla quale gli inquirenti pensano sia legata la strade di Duisburg. Ieri sera, la polizia ha reso noto che un affiliato della ‘ndrangheta di San Luca, indicato come Antonio G., era stato arrestato in un ristorante italiano a Duisburg nel 1991. La polizia locale si è attivata dopo aver ricevuto una segnalazione dalle autorità italiane, che cercano l’uomo in relazione a un presunto omicidio. Il ricercato si troverebbe nella valle della Ruhr, in una zona non lontana da Duisburg, dove avrebbe svolto vari lavori.

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