Italia

Scontro in galleria, quattro morti e due feriti gravissimi

la galleria Monte SaracenoMATTINATA (Foggia). È gravissimo il bilancio di un tragico incidente stradale avvenuto nel foggiano, all’interno di una galleria. A perdere la vita sono state quattro persone, tutte con legami di parentela, mentre altre due lottano tra la vita e la morte.

Le vittime sono due coniugi originari del Gargano e residenti a Fossano (Cuneo), Antonio Carrisi, di 41 anni, e sua moglie Maria Antonietta Pinto, di 44, la suocera e una cognata dell’uomo, Angela Curatolo, di 77, e Leonarda Pinto, di 41 anni, di Poggio Imperiale (Foggia). La figlia della coppia, di 4 anni, è rimasta orfana ed è in prognosi riservata, mentre la zia materna è in agonia. Tutti viaggiavano a bordo di una Fiat Palio station wagon che si è scontrata contro un camioncino di gelati Fiat Iveco guidato da un albanese, che da tempo abita e lavora in Italia, rimasto lievemente ferito, e una Fiat Croma su cui viaggiavano tre adulti e tre bambini, anche questi hanno riportato solo lievi ferite e sono ricoverati all’ospedale San Camillo di Manfredonia. La famiglia Carrisi-Pinto era scesa dal Piemonte per riunirsi coi parenti a Poggio Imperiale.

Si punta il dito contro la sicurezza della galleriaL’incidente è avvenuto sulla statale 89 che collega i Comuni di Mattinata e Manfredonia, nella galleria “Monte Saraceno”. Un’intera famiglia spezzata dal dolore. Sul luogo dell’incidente sono subito accorsi numerosi mezzi di soccorso che hanno lavorato a lungo per estrarre i corpi dalle lamiere.

Al momento non è chiara ancora la dinamica dell’incidente anche se, stando alle prime ricostruzioni, il camioncino avrebbe sbandato a sinistra, cozzando contro la Fiat Croma che arrivava dalla parte opposta, si è ribaltato ed è fino addosso alla Fiat Palio. L’albanese ora è indagato per omicidio colposo plurimo e per le lesioni ai feriti.

Ma a Mattinata c’è chi punta il dito contro la galleria. Costruita negli anni ’80, raccontano in paese, non è stata ancora adeguata agli standard di sicurezza imposti dopo la carneficina del traforo del Monte Bianco. “L’Anas dice di avere pronti i soldi e il progetto per la ristrutturazione – spiega il sindaco Angelo Iannottaora speriamo che i lavori partano in fretta e siano veloci. Ma la manutenzione viene fatta. La colpa degli incidenti – conclude – va cercata nell’imprudenza, nell’alta velocità e nella disattenzione”.

You must be logged in to post a comment Login

I più letti

Condividi con un amico