Italia

Mobbing nell’Arma, il Tribunale Militare di Napoli conferma

 NAPOLI. E’ uno di quei casi di mobbing che sempre più spesso affiora, grazie al coraggio dei militari che capovolgendo la situazione denunciano gli abusi subiti si penalmente che amministrativamente.

Il muro di omertà si è rotto, incominciano le prime denuncie, il caso dell’ex carabiniere Daniele Longo, pur risolto a favore del militare, assume i toni di una tragedia. Longo, ex militare dell’Arma dei Carabinieri in servizio a Napoli in un determinato periodo della sua attività subisce del mobbing, viene punito ingiustamente, viene licenziato ingiustamente, si ammala gravemente e si rivolge ai giudici della Suprema Corte del Consiglio di Stato, terza sezione, i quali rilevano le ingiustizie e ne ordinano il reintegro in servizio. Viene trasferito nuovamente della sede di servizio Compagnia Carabinieri di Napoli Stella, la stessa della precedente, con gli stessi militari, nuovamente “mobbizzato” nuovamente punito, denunciato per reati inesistenti alla Procura Militare, nuovamente licenziato, incredibilmente a dire dell’amministrazione per errore. E’ una storia che ha i contorni di una fiction televisiva, ma di quelle tragiche. A far luce sulla vicenda è lo stesso Tribunale a cui era stato deferito il carabiniere per un presunto abbandono di posto e disobbedienza. Il Tribunale Militare di Napoli, visto lo stato di salute del militare, disponeva una perizia psichiatrica nominando un consulente tecnico d’ufficio di notevole rilevanza professionale, docente di Riabilitazione Psicosociale all’Universita Federico II di Napoli, primario emerito dell’Unità Operativa Salute Mentale dell’Asl, direttore di comunità terapeutica, specialista in malattie nervose e mentali. La relazione medica è lapidaria: si tratta di mobbing, citando nomi e cognomi delle persone coinvolte. Longo viene assolto, ma la ferita lasciata è profonda e permanente.

dal blog di Daniele Longo

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