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Le truppe britanniche via dall’Iraq, lo rivela al Sadr. Tensione Usa-Gb

Il leader radicale sciita Muqtada al SadrLONDRA. In un’intervista esclusiva al quotidiano britannico “The Indipendent”, il leader radicale sciita Muqtada al Sadr afferma che l’esercito britannico ben presto lascerà l’Iraq.

“Ormai sono stati sconfitti dalla resistenza locale, hanno rinunciato e sanno che lasceranno presto l’Iraq”, sono state le parole di al Sadr.

E intanto sembra che il ritiro delle truppe britanniche sia confermato anche negli ambienti dell’esercito alleato. E in virtù di questo i vertici militari americani starebbero manifestando tutto il loro disappunto verso le truppe di Sua Maestà dispiegate a Bassora, accusandole di non aver fatto un buon lavoro nel sud dell’Iraq e di stare pianificando un rapidissimo ritiro dal Paese. Per Stephen Biddle, uno dei principali consiglieri del presidente americano George W. Bush, quello britannico sarà un ritiro “duro e imbarazzante” e somiglierà praticamente ad una sconfitta.

Il premier britannico Gordon Brown Un altro segnale della crescente delusione americana, come scrive il Telegraph, si è verificato in una riunione dei vertici militari Usa con il generale britannico Jonathan Shaw, capo delle truppe Gb a Bassora. Un alto ufficiale americano ha così descritto Shaw: “E’ insopportabile, Cristo santo! Viene lì e fa la lezione a tutti su come combattere contro un’insurrezione. Tutti hanno alzato gli occhi al cielo, quando ha citato ancora l’Irlanda del Nord. Sarebbe ok se fosse il primo della classe, ma ora è l’ultimo. Tutti stanno facendo le cose meglio, eccetto lui”. Inoltre, fonti dell’esercito americano avrebbero rivelato: “È un ritiro deciso a causa della situazione politica in Inghilterra. In poche parole, i britannici hanno perso Bassora, se mai l’hanno avuta. La Gran Bretagna è in difficoltà per mancanza di sostegno politico a casa. Gli americani sono delusi perché pensano che si possa vincere. Questa storia lascerà un’ombra sulle forze armate britanniche”. Ma il governo del nuovo premier Gordon Brown vuole presentare il ritiro come un “passaggio di consegne” alle forze irachene. A novembre, tutti i reparti britannici (5.500 uomini) si concentreranno nella base all’aeroporto di Bassora, in attesa di lasciare l’Iraq.

Intanto, proseguono le violenze nel Paese. Il governatore della provincia meridionale irachena di al-Muthanna oggi è stato ucciso da una bomba esplosa sul ciglio della strada in quella che sembra essere un’escalation della lotta di potere tra fazioni sciite rivali che minaccia di destabilizzare il sud dell’Iraq. Mohammed Ali al-Hassani era in viaggio tra la propria abitazione nella città di Rumaitha a Samawa, capoluogo provinciale, quando il suo convoglio di nove auto è stato colpito da una potente esplosione. E’ rimasta uccisa anche una guardia del corpo, mentre altre due sono rimaste ferite.

Hassani è il secondo leader provinciale ad essere ucciso in due settimane. Il governatore della provincia meridionale di Diwaniya, membro del potente Supremo consiglio islamico iracheno sciita (Siic), era stato ucciso da una bomba l’11 agosto.

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