Italia

La ‘Ndrangheta uccide sei italiani in Germania

I cadaveri dei sei calabresi mentre vengono trasportati in obitorioDUISBURG (GERMANIA). Sei italiani di origine calabrese sono stati uccisi ieri notte in Germania, nella città di Duisburg. Erano a bordo di due diverse vetture, una Volkswagen Golf e un furgone Opel, nei pressi nel ristorante italiano “Da Bruno”, quando sono stati investiti da una raffica di proiettili, più di 70 colpi.

Si tratta di Tommaso Venturi, 18enne che stava festeggiando il compleanno con le altre vittime, Francesco e Marco Pergola, di 22 e 20 anni, Marco Marmo, di 25 anni, Sebastiano Strangio, di 39 anni ed F.G., 17enne che tra dieci giorni avrebbe compiuto la maggiore età. Secondo gli inquirenti è da seguire la pista mafiosa della strage di San Luca: le vittime apparterrebbero tutte ad una famiglia mafiosa calabrese, quella dei Pelle-Romeo, che si contrappone all’altra famiglia rivale, quella degli Strangio-Nirta. Per il vice capo della Polizia, il prefetto Luigi De Sena, “è un regolamento di conti senza precedenti, soprattutto perché avviene in un Paese straniero, anche se in Germania c’è una presenza molto forte della ‘ndrangheta calabrese, che però finora aveva tenuto un basso profilo”. Ora un gruppo di investigatori italiani è in partenza per Duisburg, dove appoggerà i colleghi tedeschi per far luce sulla strage.

La strage sarebbe legata alla Faida di San Luca che in Calabria, dal 1991 ad oggi, ha fatto 15 morti tra le famiglie Pelle-Romeo e Strangio-NirtaL’inizio della lotta tra le due famiglie coinvolte nella “faida di san Luca” risale al febbraio 1991. Lo scontro è partito da un episodio che, all’epoca, venne considerato banale: un lancio di mortaretti, in occasione dei festeggiamenti del Carnevale, cui fece seguito una rissa. Nelle ore successive ci fu una reazione, con un agguato ai danni di componenti della famiglia Nirta-Strangio che vide l’uccisione di due persone e il ferimento di altre due. Da allora si è susseguita una serie di omicidi che si sono trascinati fino al 2000. Da quell’anno la faida ha registrato una lunga pausa, che si è interrotta nel 2006 con l’omicidio, il giorno di Natale, di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta, considerato uno dei capi del gruppo alleato con gli Strangio. L’uccisione della donna ha provocato la riapertura della faida, che da quel giorno ha registrato altri cinque omicidi e sei tentati omicidi. L’ultimo fatto di sangue prima della strage di Duisburg risale al 3 agosto, con l’agguato contro Antonio Giorgi, ucciso a colpi di fucile mentre si trovava in un terreno di sua proprietà. Complessivamente, con i sei morti in Germania, le persone uccise durante la faida sono 15.

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