Italia

Don Gelmini indagato per molestie sessuali

Don GelminiTERNI. Don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro per il recupero di tossicodipendenti di Amelia (Terni), è indagato dalla Procura con l’accusa di molestie sessuali. L’indagine è basata sulle testimonianze di alcuni ragazzi ex ospiti della sua comunità, che furono allontanati.

Le accuse riguardano fatti avvenuti un anno e mezzo fa. I magistrati hanno già ascoltato il sacerdote 82enne. “Soffro interiormente sono molto sereno. Perché 44 anni di lavoro non si possono cancellare con delle insinuazioni. Chi questi mari naviga questi pesci prende”. Questo l’unico commento personale di Don Gelmini, rilasciato al Tg5. Il sacerdote ha affidato ad Alessandro Meluzzi, medico psichiatra amico da 25 anni, il ruolo di suo portavoce. “È una notizia – dichiara Meluzzi – che ci lascia angosciati per la ferita che provoca in un sant’uomo come don Pierino e costernati per un certo uso mediatico e per il Don Gelminimodo con cui tutto questo è avvenuto ed uscito. Siamo costernati e angosciati, ma lieti di portare la croce buttata addosso ad un uomo che per 82 anni ha sempre servito Cristo, la Chiesa e gli ultimi”.

L’avvocato Lanfranco Frezza, uno dei difensori di don Gelmini, non esclude “a priori” che il sacerdote “possa essere rimasto vittima di una vendetta o di una forma di estorsione”, e crede “che i fatti addebitati siano destituiti di ogni fondamento. La Comunità Incontro è infatti una comunità molto aperta, trasparente”. Il vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, si è detto “fiducioso nell’operato della magistratura”.

Immediate le reazioni dal mondo politico. “La cura e il recupero dei tossicodipendenti – ha detto Alfredo Mantovano (An) – sono costellati da drammi quotidiani, da insuccessi superiori ai successi, da risentimenti in chi sembra essere riuscito a venire fuori dal tunnel e poi ripiomba. Chi impegna ogni sua energia in questa guerra continua rischia in prima persona. Quello che e’ accaduto a Muccioli 15 anni fa si ripete oggi per don Gelmini”. E proprio da San Patrignano, Andrea Muccioli esprime il “profondo rispetto, vicinanza, incoraggiamento e solidarietà” ai ragazzi della Comunità Incontro e allo stesso don Pierino. Per Rocco Buttiglione (Udc), “c’è qualcosa che lega questo ulteriore tentativo di delegittimazione con le minacce contro monsignor Bagnasco, le scritte sui muri, i tentativi di emarginazione dei cristiani nella La Comunità Incontrovita pubblica e anche gli ammonimenti più o meno minacciosi che qualche potente della politica rivolge alla Chiesa invitandola senza mezzi termini a sottoporsi al suo patronato”. Secondo don Fortunato di Noto, impegnato da anni contro la pedopornografia, “è un fulmine al ciel sereno. Provo rammarico e dispiacere per le accuse che sono state mosse a don Gelmini. E’ difficile, tra l’altro, esprimere un parere senza conoscere gli atti e le carte processuali”. Maurizio Gasparri (An) parla di “accuse infondate”, Gianfranco Rotondi (Democrazia Cristiana) di “congiura mediatica”. Prudente, invece, il giudizio di Vladimir Luxuria (Rifondazione), che invita comunque “a non assolvere don Gelmini solo perchè è un sacerdote”.

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