Italia

Bossi: uno sciopero fiscale per mandare a casa Prodi

Umberto BossiUno sciopero fiscale in autunno per mandare a casa il governo Prodi. E’ la proposta che il leader della Lega, Umberto Bossi, rivolge agli alleati della Casa delle Libertà. Proposta che consisterebbe nel chiedere ai cittadini di pagare le tasse solo alle Regioni e non allo stato.

“Ne hanno piene tutti le scatole e anche qui c’è un sacco di gente che è rimasta a casa perché è senza soldi, perché non ha i soldi per andare in ferie”, ha detto il “senatur”, che auspica il sostegno del centrodestra. Sostegno che, a quanto pare, difficilmente arriverà. L’Udc, attraverso Rocco Buttiglione, boccia la proposta e parla addirittura di “follia”. “Proporre lo sciopero fiscale – dice Buttiglione – è come dire che vogliamo la dissoluzione dello Stato. Dopodichè, che succede? Come fa lo Stato a pagare i poliziotti che ci devono difendere dai criminali? Come fa a pagare le Forze Armate che ci devono difendere dai terroristi? E gli stipendi e le pensioni…non si pagano più?”. Anche An non è d’accordo: “La politica si fa in altri modi, non con la rivolta delle tasse”, commenta l’ex ministro Altero Matteoli, per il quale Bossi “è stato frainteso perché non posso pensare che lui abbia veramente detto di fare lo sciopero fiscale”. Per Forza Italia, invece, quella di Bossi sarebbe “un’iniziativa di grossa pressione psicologica per protestare contro un governo che dissipa le risorse del Paese”. Dal centrosinistra il coro di critiche arriva all’unisono. Il ministro Antonio Di Pietro parla di “incitazione all’illegalità”, di “proposta insana che si ripercuoterebbe sugli stessi cittadini, costretti a pagarne di più di tasse”. “Non pagare – ha sottolineato Di Pietro – vuole anche dire allargare maggiormente la forbice tra ricchi e poveri; tra chi evade e quanti hanno sempre pagato. Un Italia a due velocità che ancora maggiormente sbilancerebbe a favore dei soliti furbi”. Di “proposta indecente” parla il deputato dei Verdi Paolo Cento, secondo cui è “un pessimo segnale rispetto alla battaglia che con rigore e coerenza le istituzioni stanno portando avanti contro l’evasione e l’elusione fiscale. Se Bossi vuole realmente un federalismo moderno – aggiunge il sottosegretario al ministero dell’Economia – si confronti in Parlamento con la proposta avanzata dal governo sul federalismo fiscale e lasci perdere questa pericolosa boutade ferragostana”. A plaudere, invece, il leader della Lega è Daniele Capezzone: “Non mi unisco al lancio di pietre contro Bossi, perchè la secessione fiscale non la fa il leader della Lega ma Visco, con una politica di aggressività fiscale che non produce risultati e colpisce le piccole imprese, artigiani e commercianti”.

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