Caserta

Intervista al comandante provinciale dei Carabinieri Carmelo Burgio

Il colonnello Carmelo BurgioCASERTA. Un periodo particolarmente significativo quello che sta attraversando la provincia di Caserta nella battaglia per sconfiggere l’illegalità sul territorio. Una serie di fattori concomitanti e una forte sinergia tra le forze dell’ordine stanno permettendo il raggiungimento di risultati significativi.

Purtroppo la radicalizzazione di una cultura che fa della sopraffazione, della prepotenza e del taglieggiamento un suo punto di riferimento, allunga la strada per giungere ad un minimo di normalità. Spetta all’Arma dei Carabinieri stare in prima linea in questa guerra che sembra non aver mai fine.

“Non c’è una forte risposta da parte della gente comune alla lotta all’illegalità – ha specificato il comandate provinciale dei carabinieri Carmelo Burgiosi vive in una fase di torpore e per chi come me ha conosciuto altre realtà al nord del Paese è molto strano valutare il comportamento dei casertani. La denunzia in questa terra costituisce un’eccezione, là dove per altri è la normalità. Gli imprenditori e i commercianti di fronte a ricatti e minacce tacciono. Si preferisce soccombere piuttosto che ribellarsi ed associarsi per sconfiggere il male. Non esistono in Terra di Lavoro territori immuni ed a volte anche l’azienda come il disoccupato trova nella camorra la sua convenienza”.

Per il colonnello Burgio ed i Carabinieri in generale, c’è la necessità di avere una più forte coscienza civica, un senso dello Stato e della legalità perché il progresso di una società passa attraverso la partecipazione collettiva. Non si può prescindere dall’apporto dei cittadini, se si vogliono ridurre i casi di criminalità. Non è questione esclusiva dell’intervento della magistratura e delle forze dell’ordine. Il rischio è che la società si spacca in due, divisa tra Stato ed antistato, dimenticando coloro che non hanno un ruolo istituzionale, e non sono malavitosi. Bisogna agire sulla collettività “non schierata”, talvolta vittima, talvolta spettatrice e mai partecipe, in modo che dia il proprio apporto fattivo.

Burgio durante una conferenza stampa“Non esiste un luogo ed un ambiente in cui non è evidente l’illegalità – ha continuato il colonnello Burgio – alcuni esempi sono molto evidenti. E’ bastato verificare la sicurezza in alcuni luoghi di lavoro che in tempi brevi siamo arrivati a numeri molti significativi. Solo nei primi mesi dell’anno ci sono stati 98 cantieri sequestrati, denunciate oltre 200 persone e fatte contravvenzioni ed ammende per un importo di 1.784.000 euro. E’ bastato verificare l’assenteismo nei pubblici uffici, per denunciare 148 persone, abituate, evidentemente, a considerare la pubblica amministrazione un’inesauribile fonte di guadagno, cui non dove necessariamente corrispondere un impegno qualificato. Azione illegali vengono commesse contro la salute pubblica, con 32 denunce, ed un incessante lavoro di supporto al N.A.S., in particolare durante la campagna per l’eradicazione della brucellosi, che ha determinato oltre 30 sequestri per 5.642.400 euro. Inoltre, ancora si dibatte nelle aule dei tribunali la vicenda connessa ad un pregiato settore commerciale come la qualità della mozzarella. C’è chi ha portato al conferimento latte infetto ai caseifici – particolare più volte evidenziato nel corso dei controlli – con la conseguenza di nascondere la diffusione di un’infezione. Problemi seri che non sono certo funzionali alla garanzia d’ affidabilità, per vincere la concorrenza e penetrare i mercati”.

Un mettere i casertani di fronte alle loro responsabilità, il commento del comandate dei Carabinieri, che non esita a denunciare. Anzi, sottolinea la scarsa collaborazione delle associazioni categoriali propense a nascondere i problemi. Non manca però la speranza di un domani migliore legato al mondo della scuola, uno dei più promettenti per abbattere una situazione che rischia di far perdere competitività e immagine ad un territorio che meriterebbe una sorte migliore.

“E’ insufficiente la collaborazione con le associazioni di categoria del settore commerciale. Troppi sono ancora gli imprenditori che, anche davanti all’evidenza, persino di fronte al collaboratore di giustizia che ammette di averli sottoposti ad estorsione, negano d’aver pagato. Un atteggiamento che ci costringe a denunciarli per favoreggiamento. – ha concluso il colonnello – Ma dobbiamo dare atto anche che qualcosa si muove, quando ci rechiamo presso gli istituti scolastici, per offrire ai più giovani la possibilità di un contatto reale con i carabinieri, e superare stereotipi che talora fanno coincidere il tutore dell’ordine con l’elevazione di una contravvenzione. Il successo riportato dall’iniziativa potrà meglio essere valutato quando i cittadini del domani inizieranno ad occupare il loro posto di responsabilità nella società”.

La speranza sta nel recepimento di un messaggio da parte della società del domani e che possa essere meglio di quella di oggi perché “la ‘pulizia’ dell’animo dei giovani è una magnifica lavagna su cui scrivere, in modo indelebile, valori positivi, affinché il messaggio arrivi anche nelle famiglie”. Vincere cioè quella resistenza che fa si che in Terra di lavoro, sovente, “bisogna affidare ai figli il compito di sensibilizzare ed educare i genitori”.

Chi èCarmelo Burgio

Una vita giovanile passata a Napoli a compiere gli studi alla Nunziatella, per poi servire non solo la patria ma contribuire alla pace del mondo. Carmelo Bugio è arrivato al comando di Via Laviano solo tre anni fa e per chi ha frequento la caserma le differenze si vedono e come. Gli uffici, il modo di accogliere chi, malgrado i torti subiti, è costretto ad andare a fare una denuncia, danno l’idea della razionalità ed il massimo sforzo per risolvere i problemi. In poche parole la sede dei Carabinieri rispecchia un comandante che ama nel suo tempo libero librasi nell’aria e affidare ad un paracadute il suo modo liberta di concepire la vita e nel suo lavoro mette la stessa passione. Uno sport dove la precisione e la meticolosità sono fondamentali per il successo. Carmelo Bugio ha due figli una ragazza che studia all’università orientale di Napoli con specializzazione in relazioni internazionali presso la facoltà di scienze politiche ed un ragazzo alle prese con il liceo scientifico. E’ stato impiegato undici anni nei paracadutisti dei carabinieri con sette missioni all’estero: due volte in Albania, tre volte in Bosnia nel 1996, 1997 e nel 2000 e poi in Iraq. Iniziò quest’ultima missione pochi giorni prima dell’attacco a Nassyria ed assunse il comando poco dopo il grave attacco che costò la vita a 19 italiani. Arriva a Caserta ai primi di dicembre del 2004.

digilander.libero.it/mauronemesio

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