Caserta

Caso Ferraro, Mastella intervistato da L”Espresso

Clemente MastellaIn un’intervista a “L’Espresso”, pubblicata sul numero in uscita oggi, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, parlando di infiltrazioni della camorra nella politica locale, ha commentato la posizione di due consiglieri regionali campani del suo partito, l’Udeur: Vittorio Insigne, imprenditore edile sorrentino, e Nicola Ferraro, imprenditore casertano.

Insigne è finito sotto inchiesta con l’accusa di aver fatto affari con i boss dei Casalesi. A Ferraro (il quale, in consiglio regionale, è presidente della prima commissione Affari Istituzionali-Sicurezza delle città-Risorse Umane, etc), invece, la Prefettura negò la certificazione antimafia per la sua società di raccolta e smaltimento rifiuti. “Il mio partito non ha mai chiesto voti alla camorra. Poi ci può essere qualcuno che ha votato, anche perché, fino a quando non è sospeso il diritto, chiunque può votare”, ha detto Mastella. Sui due consiglieri regionali: “Per quanto riguarda Insigne, ne abbiamo parlato con il segretario generale e con lui. Precedentemente era stato investigato per questo, dopodiché mi pare se ne sia tenuto alla larga. Ferraro non lo so, non è che ci siano prove tali da… Lui ha sempre smentito. Su questo però bisogna stare attenti a una cosa. Un conto è il dato provato. Un conto è che ti affibbiano delle cose di cui tu non sei responsabile. Magari sei nato in alcune zone e ti trovi a fare affari con persone di cui non sai e si scopre dopo che sono mafiosi. Se io sapessi che uno è clamorosamente coinvolto è ovvio che non Nicola Ferrarolo accetto nel mio partito. Però neppure posso imputare qualcosa a qualcuno, fino a quando non c’è una sentenza”. Alla domanda se Nicola Ferraro continui a rappresentare l’Udeur, Mastella ha risposto: “Non ci sono motivi per impedirlo”. Il ministro è tornato anche sul fatto che anni fa, in Sicilia, fu testimone di nozze di Francesco Campanella, l’uomo che fornì la carta d’identità al boss Bernardo Provenzano per il famoso viaggio in Francia. “Immagina che se io avessi saputo, andavo là a fargli il testimone di nozze? – ha detto il Guardasigilli – Francesco Campanella all’epoca si mostrava un ragazzo per bene. Anzi, mi dava indicazioni su chi non dovevo frequentare. Io andavo in Sicilia, ero scortato, nessuno mi aveva avvisato di nulla. Così vale per gli altri in Campania. Ognuno risponde in coscienza. Perchè devo essere giudice e di che? Io sono ministro della Giustizia e il ministro della Giustizia difende anche la presunzione di innocenza”.

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