Aversa

Siringhe in spiaggia due giovani feriti finiscono al Moscati

SiringheAVERSA. Due aghi di siringhe hanno punto un paio di ragazzi che in nel giro due giorni sono finiti in ospedale per sottoporsi ai dovuti accertamenti e, soprattutto, all’esame che rivela la presenza dell’Hiv. È successo sabato e domenica scorsa sulla spiaggia di Catelvolturno.

Il fatto sarebbe stato denunciato agli organi competenti. La prima vittima è stata una ragazza di ventuno anni, punta al piede nella tarda mattinata di sabato. Il secondo, invece, è stato un ragazzo di appena diciotto anni, che si trovava in vacanza con i genitori. Stava lasciando la spiaggia per dirigersi verso il parcheggio, quando si è accorto di avere un ago infilato sul collo del piede. Entrambi sono finiti in ospedale, chi presso il Pinetagrade e chi all’ospedale Moscati di Aversa. Si tratta di due episodi ravvicinati che hanno sconvolto la quotidianità dei bagnanti e gettato nell’incubo le famiglie dei due giovani. Secondo alcune indiscrezioni non sembrerebbe esclusa neppure la possibilità che gli aghi fossero contenuti nell’apposita guaina che, di solito, contiene il liquido da iniettare. Non si sa ancora se gli episodi siano accaduti in un fazzoletto di spiaggia libera o, peggio ancora, nei lidi affollati di Pinetamare. Si sa per certo che il primo episodio si è verificato sugli scogli. In realtà una pulizia adeguata si svolge ogni giorno presso i lidi gestiti da privati che, in ogni caso, non possono controllare anche le frequentazioni notturne di quei posti. Ma forse i due ragazzi sono solo le innocenti vittime di un degrado che colpisce tutta la zona di Castelvolturno, dove viene gestito il traffico più redditizio di droga in Campania, secondo solo al mercato di Secondigliano. La mafia nigeriana, in accordo con la camorra locale, si appropria dello spaccio. I tossicodipendenti che approdano sul litorale preferiscono consumare la dose in zona per sfuggire ai controlli di polizia più frequenti lungo il tragitto del ritorno. E pensare che solo un anno fa il comune organizzò un concorso denominato «un lungomare da vivere». Concorso che chiedeva ai partecipanti di definire una proposta progettuale, integrata con quelle in itinere per il recupero del territorio, tesa alla riqualificazione di un’area della fascia costiera di Castelvolturno.

Il Mattino (MARILÙ MUSTO)

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