Aversa

Qual è il futuro della cultura ad Aversa

AversaAVERSA. Quali devono essere gli obiettivi dell’Assessorato alla Cultura della città di Aversa? Come devono essere spese le esigue risorse economiche a disposizione? Quali settori privilegiare e quali evitare?

Tralasciando le polemiche che hanno coinvolto il due volte assessore, nonché amico, Nicola De Chiara, vorrei aprire un dibattito, aperto a tutti lettori, per esaminare quanto è stato fatto e quanto, a vostro giudizio, invece, si dovrebbe fare, per dare una risposta a tali interrogativi. Per prima cosa, a scanso d’equivoci, ritengo assurdo sperare di innalzare, in maniera significativa, il livello culturale di una città medio-grande come Aversa avendo a disposizione un budget di poche decine di migliaia d’euro l’anno. L’intera organizzazione (pubblica o privata che sia) legata al mondo dell’istruzione spende decine di milioni d’euro ogni anno con i risultati che sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti. Per non fare, quindi, come quei comuni nei quali l’Assessorato alla Cultura è solo un borsellino riempito di spicci, destinato ad accontentare, con piccoli appalti, solo chi ha contribuito all’elezione dell’Assessore, del Sindaco o di entrambi (non credo sia il caso di Aversa), occorre decidere la destinazione dei fondi in maniera tale da ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Il problema è che bisogna prima identificare gli obiettivi che si vogliono raggiungere e, poi, pianificare le spese necessarie al loro raggiungimento. Ripeto, senza entrare nel merito di passate polemiche, vorrei, però, chiedere all’Assessorato di quantificare quali benefici di carattere culturale sono derivati dalla stampa d’innumerevoli tomi che per il loro contenuto erano chiaramente destinati ad un pubblico già acculturato? Oppure quali fonti iconografiche sono state utilizzate per la realizzazione della “Storia di Aversa a fumetti” e qual’è, a suo giudizio, il valore documentario dell’opera?

Ripeto, non è una polemica. E’ solo il tentativo di contribuire, con idee e proposte concrete, alla crescita culturale cittadina. Qui non si contesta che ogni anno siano stampati libri e libelli d’ogni sorta. E’ uno dei compiti istituzionali dell’Assessorato. Quello che si contesta è la “navigazione a vista”. La mancanza di visione d’assieme. L’assenza di un progetto ad ampio respiro. La dispersiva e dispendiosa “distribuzione a pioggia” degli scarsi fondi a disposizione è uno dei sintomi più inquietanti di questo stato di cose. Sovvenzionare ogni sorta di manifestazione, concerto, dibattito, convegno, karaoke, può avere un senso per il politico che “giustamente” non vuole scontentare nessuno, ma non ha alcun senso se si vogliono raggiungere dei precisi obiettivi “culturali”. Bisogna prima identificare questi obiettivi e, poi, tessera dopo tessera, completare il puzzle.

Di cosa ha bisogno la città? Quali idee proporre all’Assessore? Chi vuole far conoscere il suo pensiero in proposito, è pregato di comunicarcelo. Casomai, il nostro ineffabile Assessore, che per il suo instancabile attivismo merita un bel 10 e lode, sia, come il solito, troppo impegnato per leggerlo direttamente su internet, vi assicuro che provvederò personalmente a farglielo recapitare.

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