Aversa

Medici e infermieri aggrediti al Moscati

MoscatiAVERSA. Scrivanie divelte, danni stimabili dai diecimila euro in su e due infermieri contusi che hanno continuato a lavorare nonostante tutto. È il bilancio di un’aggressione nella corsia d’emergenza dell’ospedale Moscati messa in atto da due familiari di un paziente. L’ennesima ai danni di medici e infermieri.

Due denunce penali per interruzione di pubblico servizio, lesioni e danneggiamenti sono piovute sui parenti aversani di un paziente: G.D.R. di circa settanta anni e il figlio, L.D.R., che, secondo la versione fornita dalla polizia, reclamavano specifiche terapie per il loro familiare. Terapie che i medici non avrebbero ritenuto necessarie alla luce dei risultati di analisi e accertamenti eseguiti in precedenza. Da lì è partita la protesta che avrebbe poi scatenato il putiferio. Secondo la ricostruzione dei fatti i due avrebbero alzato il tavolo del corridoio scaraventandolo contro i medici che si trovavano dietro la scrivania. Sul tavolo c’erano un computer e diverse attrezzature mediche che sono state ridotte in mille pezzi. Un infermiere e una sua collega che si trovavano nei pressi del bancone hanno subito pugni e schiaffi mentre gli altri operatori hanno cercato di rifugiarsi nei box per evitare di essere coinvolti nella rissa. In pochi minuti il corridoio che immette negli ambulatori si è trasformato in un grande ring. Solo l’intervento della polizia di Aversa ha calmato gli animi. Tutti, dal primo all’ultimo operatore, sono stati ascoltati dagli inquirenti: un’informativa alla Procura della Repubblica è stata immediatamente inoltrata dagli uffici della direzione assieme alla comunicazione partita dall’Asl Ce 2. Il coordinatore del pronto soccorso e il dirigente sanitario del nosocomio si sono precipitati in reparto. Franco Pagano, caposervizio, non fa fatica a definire l’episodio «un atto gravissimo che rasenta l’incredibile». «Non ho parole – dichiara la direttrice sanitaria Antonella Molese – mi preoccupo delle attrezzature andate distrutte che tolgono un servizio reso ai cittadini; ma il pensiero va ai colleghi e agli infermieri che hanno subito l’aggressione e che hanno avuto il coraggio e la forza di rimanere in reparto e ricominciare a lavorare. E pensare che proprio in questi giorni ho avuto sotto mano i numeri altissimi dei pazienti che sono stati curati solo al prono soccorso», sottolinea ancora Molese. E in effetti dal primo agosto fino a ieri, sono stati curati 9912 pazienti; sono stati calcolati dai 18 ai 20 ricoveri in rianimazione e 49 ricoveri in Utic, ovvero più di un paziente infartuato al giorno è giunto in emergenza. In queste sezioni dell’ospedale, ad agosto, si sono alternati pochi infermieri e medici – se si dà uno sguardo ai numeri – che hanno sopperito alle carenze legate alle ferie estive e comunque assicurato sempre il servizio.

Il Mattino (MARILÙ MUSTO)

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