Teverola

D”Agostino e Iengo vicecoordinatori della Margherita

MargheritaTEVEROLA. Il circolo teverolese della Margherita ha due nuovi vice coordinatori: Luigi D’Agostino e Carmine Iengo, i quali affiancheranno l’avvocato Francesco Pecorario, coordinatore cittadino e componente del comitato provinciale.

Alla nomina si è proceduto nel corso di una riunione di circolo, dove si è discusso anche dell’attuale situazione politica locale, anche alla luce delle dimissioni di Giovanni Paciello da segretario della Sinistra Giovanile, seguite dalla sua adesione a Sinistra Democratica. Una situazione preoccupante, secondo la Margherita, soprattutto in vista della nascita del nuovo Partito Democratico. La causa per i diellini è da ricercare nell’atteggiamento del sindaco di Teverola ed esponente dei Ds Biagio Lusini. “In questo periodo di preparazione alle Primarie di ottobre ci ritroviamo a Teverola con una sezione dei Ds completamente allo sfascio, per via del totale menefreghismo del suo massimo esponente, nonché sindaco, Lusini, che ormai pare stia traghettando verso Forza Italia”, afferma l’avvocato Pecorario.

Ma le critiche dei diellini riguardano anche l’operato dell’amministrazione comunale in carica in materia di tassazione e gestione dei servizi, in particolare sul canone acqua. “Notiamo un aumento indiscriminato della tassazione nei confronti dei poveri cittadini. Esempio l’aumento del canone di acqua potabile a fronte di un servizio precario, dell’inesistenza di appositi controlli in quanto non si sa chi sia il gestore e controllore esterno dei consumi di acqua potabile. Vi sono casi in cui è stata fatta richiesta di allacciamento, ma i contatori non sono mai stati installati. Pertanto l’utente furbo paga il minimo previsto dalla legge e non il reale consumo a discapito di chi ha il contatore e paga anche per chi evade”. Altra considerazione riguarda il fatto che “il Comune manda insieme 2 annualità e cioè 2005 e 2006 con aggravio per i cittadini che così al posto di fare le meritate vacanze debbono foraggiare il deficit dell’Ente”. Per Pecorario & co. questa è “disamministrazione e nonostante gli sforzi degli impiegati comunali c’è una classe dirigente politica che opera lontano dalle esigenze del popolo”.

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