Italia

Scontro su Bertolaso, poi via libera a Pansa

Alessandro PansaNAPOLI. È in sella da ieri alle 18 il nuovo commissario all’emergenza rifiuti, il prefetto di Napoli Alessandro Pansa, affiancato dal suo fresco predecessore Guido Bertolaso come capo della protezione civile, e dalla presidenza del Consiglio, con l’unità territoriale per la Campania, coordinata da Francesco Boccia.

Una nota ufficiale di palazzo Chigi a sera conferma lo scenario anticipato ieri da Il Mattino. Non solo: la novità importante dell’ultima ora, inserita dopo lunga gestazione dell’ordinanza formata da un unico articolo e sette commi, è che la parte più ingrata e infida dell’emergenza è affidata ufficialmente al ministero dell’Ambiente che di fatto, aveva già sostituito nelle scelte sulla discarica regionale il commissario Bertolaso, determinandolo a mollare. Bassolino - BertolasoToccherà ad un uomo del ministero di Alfonso Pecoraro Scanio, ha deciso ieri il governo, dire dove aprire discariche o siti di stoccaggio temporanei di immondizia. E questo significa anche, qualcuno fa notare, che la necessità di trovare discariche non è un’ipotesi esclusa. Neppure dall’apertura del sito di stoccaggio regionale di Macchia Soprana, Salerno. Sito sulla cui capienza finale ci sono pareri tecnici difformi tra Protezione Civile e ministero (il progetto la ferma a 100mila ampliabili ma la Campania ha bisogno di liberarsi lassù di 5mila tonnellate al giorno). Per i conti dei tecnici della Protezione civile, Macchia Soprana rischia dunque l’esaurimento prima del 15 agosto: ma il ministero garantisce che sarà ampliata. In tempo per traghettare la regione fino al 15 settembre, data fissata per l’apertura della discarica vera e propria, in costruzione sempre a Macchia Soprana. Palazzo Chigi, valutando comunque il rischio (che nessuno si augura concreto) di una Campania senza discarica centrale per almeno trenta giorni, ha passato tutta la pratica ai tecnici che garantiscono la soluzione Macchia Soprana. E che dovranno, in caso, indicare le alternative. L’ordinanza indica per questa missione Leonello Serva, capo del dipartimento difesa del suolo dell’Apat, l’agenzia per l’ambiente alle dipendenze del dicastero, indicato come «soggetto attuatore».

Sarà poi Marta Di Gennaro, vero alter ego di Guido Bertolaso, a garantire la continuità operativa. Donna delle decisioni, ora dovrà essere, più che il braccio, la memoria di Pansa. C’è poi un terzo «attuatore» ed è Massimo Gerli, della Presidenza del Consiglio. Gerli sarà l’uomo dei conti, dei bilanci di 13 anni di emergenza da chiudere, si spera definitivamente, il 31 dicembre. La presidenza del consiglio prende dunque in mano il libro dei conti, al momento in cui conferma l’arrivo di altri 80 milioni. Gli ultimi di anni di pioggia di denaro pubblico, 900 milioni. La Regione, dice la nota ufficiale di palazzo Chigi, continuerà l’accompagnamento del commissario, come già ha fatto. L’avvicendamento, deciso e preparato due giorni fa, ha incontrato ieri i dubbi del ministro della Giustizia Clemente Mastella che, lasciando palazzo Chigi all’esito del consiglio dei ministri aveva detto: «Bertolaso va incoraggiato. Non sono d’accordo». Mastella si è spinto a negare che l’argomento fosse mai stato affrontato in consiglio (cosa tecnicamente vera, se ne è parlato a margine). Ma il suo era un modo di marcare la distanza: non sono d’accordo e comunque, non c’ero. Ma non è stato questo il punto che ha rinviato di qualche ora la firma. Quanto la risposta alla domanda: chi fa cosa nel coadiuvare il neo commissario? Si è risposto così: palazzo Chigi riprende in mano i conti, il ministero dell’Ambiente sceglierà i siti, Bertolaso mette struttura e memoria. I sei mesi, gli ultimi, vanno a cominciare.

Il Mattino (CHIARA GRAZIANI)

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