Italia

Falsi autovelox sulla Milano-Venezia, tre arresti

Inviavano false contravvenzioni agli automobilistiMILANO. La Polstrada di Milano ha arrestato tre persone, e denunciato a piede libero una quarta, al termine di un’operazione partita in seguito alla contestazione di una delle false multe.

Il meccanismo utilizzato da un gruppo di quattro cittadini brianzoli, pluri-pregiudicati, era ingegnoso: prima venivano annotati i numeri di targa di migliaia di automobilisti che transitavano sulla Milano-Venezia, segnandosi ora e data, poi si risaliva all’identità di ognuno di loro. Infine, si notificavano le false contravvenzioni (ne sono partite 300) per il superamento del limite di velocità entro i 40 chilometri orari, con annessa richiesta del pagamento di una multa da 158 euro (come da articolo 142 comma otto del codice della strada). L’operazione “Falsi Autovelox” trae spunto dalla scoperta del recapito, in tutto il Nord Italia, di false contravvenzioni per eccesso di velocità apparentemente rilevate con apparecchiature tipo autovelox, che avevano già indotto ignari cittadini al versamento della relativa sanzione pecuniaria. Il conto corrente nel bollettino postale allegato su cui pagare la multa era intestato a “P. S. Ufficio riscossioni Milano”: una dicitura che non corrisponde né a quella della Polizia stradale, né a quella della Polizia di Stato, eppure sufficientemente ingannevole nel nome da indurre 72 dei 300 automobilisti presi di mira a pagare, per un totale di 11 mila euro effettivamente pervenuti sul falso conto. Da un approfondimento delle indagini è emerso, inoltre che, dietro questo piano, c’era un ben più ampio progetto: contraffare documenti d’identità da utilizzare per truffe ai danni di finanziarie, per la costituzione di società fittizie, l’acquisto di autovetture, telefoni cellulari e schede telefoniche. L’intervento della Polizia ha consentito di bloccare gran parte delle truffe riguardanti i “falsi autovelox”, di sequestrare i conti correnti e le somme di denaro già depositate che verranno restituite alle persone offese.

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