Italia

Berlusconi attacca Ciampi e le “stronzate” di Prodi

Silvio BerlusconiMILANO. “Da un campione di 3mila persone intervistate durante la manifestazione del 2 dicembre a Roma, emerge che almeno 5 milioni di italiani sono pronti a tornare a Roma per chiedere di ritornare alle urne e mandare a casa l’attuale governo”.

Il Cavaliere sfodera un altro dei suoi sondaggi alla “scuola di politica” della fondazione Europa Civiltà, organizzata alla Fiera di Milano dal presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Durante l’appuntamento, Silvio Berlusconi ha sferrato una serie di attacchi. Nel mirino anche l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Berlusconi con FormigoniInfatti, nel parlare della legge elettorale (“è una buona legge”), ha detto che Ciampi, in quanto “uomo della sinistra”, con il suo intervento allora “determinò un premio di maggioranza al Senato a livello regionale”. Per il leader di Forza Italia, la legge in vigore si potrebbe “correggere mettendo il premio di maggioranza nazionale al Senato e uno sbarramento, se non del 5% almeno del 4%”. E, alludendo all’ex ministro leghista Roberto Calderoli, si è detto dispiaciuto che l’attuale legge fu definita da questi “una porcata”. Berlusconi ha poi lamentato il fatto che, durante la scorsa campagna elettorale, è stato costretto ad andare in Tv per rispondere alle “stronzate di Prodi”, invece di avere la possibilità di esporre ciò che il suo governo aveva fatto in cinque anni di mandato. “Volevo andare in tv a rendicontare sul nostro operato, ma mi hanno limitato a rispondere, solo per due minuti, alle domande dei giornalisti e a replicare alle stronzate di Prodi”, ha detto il cavaliere, che rivolgendosi ai giovani in platea: “Vedo che apprezzate il mio linguaggio rozzo ma efficace!”.

Altra critica alla politica del No che per Berlusconi viene agevolata dal governo nonostante sia caratteristica di una minoranza di italiani: “Lo Stato ha abdicato all’uso legale della forza. Trecento persone alla stazione Tiburtina bloccano un intero Paese, un manipolo di persone dice no alla Tav, in questo Paese ci possono essere delle minoranze che bloccano opere pubbliche e servizi. Lo Stato non li contrasta, abdica all’uso legale della forza, perché al Governo c’è una sinistra che vede queste manifestazioni come esercizio di democrazia”

. Il discorso si è poi spostato sul partito unico del centrodestra. “Il partito unico, – ha detto il leader di Fi – resta l’obiettivo da perseguire. Anche se al momento non sembra essere vicino a diventare realtà e non rientra tra le intenzioni degli attuali eletti, so che è nel cuore di molti elettori”. Berlusconi ha ricordato come dentro la Casa delle Libertà si sia sentita “la necessità di fare un passo avanti e si sia iniziato a parlare di una federazione delle libertà sulla quale all’inizio sembrava fossero tutti d’accordo, Udc compreso. Poi dopo le elezioni,è saltato tutto per aria ma, ripeto, il partito unico rimane un obiettivo da perseguire”. Anche per, secondo l’ex premier, Udc e Lega a parte, l’idea del partito unico trova il consenso di Alleanza Nazionale: “Fini si è espresso anche di recente in modo molto positivo sulla cosa e la sua fondazione partecipa ad uno studio per una ipotesi di statuto del partito unico delle libertà. Si tratta di una ispirazione che nasce dal basso, non di una fusione a freddo tra i vertici di due partiti con la finzione delle primarie su un leader già deciso”. Infine, i Circoli della Libertà, guidati da Michela Brambilla, che per l’ex premier “possono essere avanguardia del partito delle libertà, visto anche che la Brambillaè un caterpillar”.

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