Caserta

Carditello, Giuliano (Fi) interroga il Governo

Pasquale GiulianoCASERTA. Il senatore di Forza Italia Pasquale Giuliano, attraverso un’interrogazione parlamentare, chiede di sapere quali provvedimenti il governo intenda attuare per la salvaguardia del Real Sito di Carditello, soprattutto per evitare che sia acquisito da privati.

Il testo dell’interrogazione di Giuliano

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
e ai Ministri per i beni e le attività culturali
e delle politiche agricole, alimentari e forestali

Real Sito di CarditelloPremesso che il “Real Casino di Carditello”, voluto da Ferdinando IV di Borbone, è un complesso architettonico di particolare interesse storico che si trova nel territorio del comune di S. Tammaro (Caserta) ed è di proprietà del Consorzio generale di bonifica del bacino inferiore del Volturno (Caserta), cui pervenne, nel 1948, a seguito di atto di donazione da parte dell’Opera nazionale combattenti;

circondato da una tenuta che si estende per 70.000 metri quadrati circa, di cui 11.200 edificati per una volumetria di 98.000 metri cubi, e recintato da una serie di corpi di fabbrica per uno sviluppo di 1.100 metri, il complesso monumentale, sottoposto a vincolo di tutela del patrimonio architettonico, è stato interessato negli ultimi anni da interventi da parte della competente Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio da lavori di adeguamento, recupero e restauro conservativo per diversi milioni di euro;

di recente, sono stati ultimati e collaudati (il 4 giugno 2006) i lavori finanziati con i fondi del gioco del lotto, mentre sono in corso interventi sul corpo occidentale delle scuderie finanziati con fondi previsti nel bilancio ordinario del Ministero per i beni e le attività culturali;

il “Real sito borbonico” nel corso degli anni ha subito continui furti, danneggiamenti, atti di vandalismo ed illegittime intrusioni, sempre denunciati alle Autorità competenti e sistematicamente segnalati dalla stampa locale e nazionale, la quale, peraltro, puntualmente e da tempo, ne lamenta, insieme a molte associazioni culturali attive sul territorio, lo stato di sostanziale abbandono e degrado;

con provvedimento n. 67 del 18 dicembre 2001, il Commissario straordinario regionale del suddetto consorzio generale di bonifica, avv. Antimo Gaudino, deliberò, nel contesto di un piano di risanamento finanziario dell’Ente, redatto dal prof. Michele Pizzo della Seconda Università di Napoli, di alienare il “Real sito borbonico”;

a seguito di tale delibera e delle proteste di associazioni e cittadini, preoccupati per la sorte dello storico complesso monumentale, esposto, con la vendita a privati, ad assai probabili speculazioni o ad improprie destinazioni, la Regione Campania, con delibera n. 233 del 24 gennaio 2003, manifestò il proprio interesse all’acquisizione al patrimonio regionale del sito borbonico di Carditello, dando mandato agli Assessori all’agricoltura, alle attività produttive, al demanio e patrimonio, ai beni culturali e alla ricerca scientifica di attivare i necessari contatti per raggiungere tale scopo;

alla delibera, di fatto, non seguì alcuna iniziativa, tant’è che il Commissario straordinario del consorzio di bonifica, con nota del 6 luglio del 2004 indirizzata ai suddetti Assessori regionali, lamentava l’inerzia della Regione e sollecitava ogni utile iniziativa volta all’acquisizione al patrimonio regionale del sito borbonico;

a tutt’oggi, però, malgrado la delibera del 15 maggio 2006, n. 26 del Consiglio provinciale di Caserta (con la quale l’Ente si impegnava a istituire un tavolo di concertazione per discutere delle sorti del “real sito”), nessuna seria iniziativa è stata attivata, e comunque nessun passo è stato fatto per l’acquisizione del sito di Carditello, che nel frattempo è stato sottoposto a pignoramento immobiliare per titoli azionati dal Sanpaolo-Banco di Napoli, creditore del Consorzio generale di bonifica;

peraltro, nella relativa procedura espropriativa, pendente davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il Giudice dell’esecuzione ha già nominato, per una esatta valutazione del complesso monumentale, un consulente tecnico, il quale presenterà la propria stima;

immediato e concreto è dunque il pericolo che il “Real Casino di Carditello” venga venduto all’asta ad un privato e per di più ad un prezzo che, per i particolari meccanismi della procedura esecutiva, potrà essere, a seguito di eventuali ribassi d’asta, inferiore al suo valore;

grande è lo sconcerto che sta provocando tale vicenda e forti e giustificate appaiono le proteste da parte di tutti, preoccupati per le sorti di un complesso monumentale di così rilevante interesse storico, artistico ed architettonico, per il quale pure si è dichiarato un interesse particolare, ma favore del quale non v’è stata sinora alcuna seria attività conseguente,

si chiede di sapere:

se il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra;

quali provvedimenti intendano, con assoluta urgenza, adottare per la salvaguardia del “Casino reale di Carditello”, ed in particolare per evitare che venga acquisito da privati e possa così ricevere una destinazione impropria;

se il Ministro per i beni e le attività culturali intenda, considerata l’inerzia della Regione e degli altri Enti, esercitare, in caso di vendita forzata, il diritto di prelazione, anche eventualmente in concorso con Enti territoriali o con enti o fondazioni che abbiano finalità culturali o comunque non speculative.

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