Campania

Annega per salvare il fratello

Elpidio NaccaCASTELVOLTURNO. Un bagno in acqua dopo pranzo per nuotare fino la scogliera e trovare la morte a più di duecento metri di distanza dalla riva. Elpidio Nacca, trent’anni il prossimo ventotto agosto, di Macerata Campania, si era tuffato in mare col fratello di diciassette anni, Marco, tratto in salvo dal personale di salvataggio del lido La Casetta Rossa di Castelvolturno. Elpidio, invece, non ce l’ha fatta, è annegato trascinato dalla corrente.

Non si esclude che avesse cercato di salvare il fratello e nel tentativo sia morto. La salma è stata trovata al largo, nei pressi della scogliera orizzontale che taglia in due quel fazzoletto di mare. Il decesso è avvenuto in seguito ad un collasso cardio-circolatorio. Terribile la ricostruzione dei fatti. Ore 16, spiaggia libera di Castelvolturno. La bandierina rossa issata dalla Guardia costiera indica ai bagnanti il pericolo; qualche coraggioso che vuole godersi la giornata, però, si tuffa in mare ed Elpidio e Marco, nuotano fino a raggiungere la scogliera. Dopo un quarto d’ora gli assistenti bagnanti del lido La Casetta Rossa notano un giovane che si sbraccia in mare chiedendo disperatamente aiuto. Afferrano la scialuppa e remano per circa duecento metri verso gli scogli, quando si accorgono che il giovane, Marco, è allo stremo delle forze e vomita, ma ha ancora la forza per indicare con il braccio la direzione dove si trova suo fratello. Il diciassettenne viene tratto in salvo dalla scialuppa che lo trasporta a riva. I bagnini avvertono i carabinieri della compagnia di Mondragone che arrivano sul posto poco prima degli uomini della Capitaneria di porto, della Guardia di finanza, della Polizia, dei vigili del fuoco e dei vigili urbani. Intanto si alza in volo un elicottero e partono i primi soccorsi dalla Capitaneria. Ma è ancora una volta la scialuppa degli assistenti che ritorna in mare e pesca in acqua il corpo di Elpidio: il giovane non dà segni di vita e, nonostante l’intervento di un medico del 118 che tenta di rianimarlo, tutti gli sforzi cadono ben presto nel vuoto. Il cadavere viene trasportata all’istituto di medicina legale di Caserta su disposizione del pubblico ministero di turno, Alessandro D’Alessio, che ne ha ordinato l’autopsia. Intanto Marco viene portato all’ospedale Pinetagrande di Castelvolturno nel reparto di terapia intensiva. Riesce a riprendere coscienza e i medici dispongono dieci giorni di prognosi. La notizia della morte di Epidio, operaio di una ditta impegnata nei lavori per la costruzione dell’Alta Velocità, raggiunge Macerata Campania, il suo paese. Raggiunge anche la madre che aspetta il ritorno dei figli in via Gobetti, Concetta Buonpane, casalinga di 54 anni, il padre, Domenico, agricoltore, e i due fratelli Agnese, di 26 anni, e Franco, di 37.

Il Mattino (MARILÙ MUSTO)

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