Aversa

Opposizione, una barca che affonda

Giuseppe StabileAVERSA. “Finchè la barca va….” recitava una vecchia canzone che però sposa in maniera terribilmente realistica la situazione dell’attuale composizione della minoranza in consiglio comunale.

Una barca che affonda, e sulla quale è rimasto solo il comandante e pochi intimi. Già pochi giorni dopo l’ufficializzazione dei candidati ad opera della commissione elettorale, il fidatissimo compagno di partito di Peppe Stabile nel Pda, Stefano di Grazia, dichiara la sua volontà di proporsi indipendente perché, si legge nella nota ufficiale, “la decisione è scaturita da un’attenta analisi dei risultati elettorali e da una successiva considerazione di non riconoscersi nell’attuale centrosinistra aversano caratterizzato solo da perenne ed eccessiva litigiosità e lacerate divisioni. Pertanto, dichiara di svolgere l’attività in Consiglio Comunale secondo la propria coscienza”. E da quello che si è visto oggi non è l’unico. Il Partito Democratico per Aversa perde un altro tassello, Adolfo Giglio ritorna ad un vecchio amore: il Psi.

Paolo Santulli

La notizia era già nell’aria da diversi giorni ma la conferma è arrivata solo dopo le dichiarazioni ottimistiche del segretario cittadino del partito Rosario Ippone che non nasconde la contentezza per avere ottenuto, seppure in secondo momento, una rappresentanza in consiglio comunale. Ma il dato che più di tutti mortifica l’opposizione è proprio la mancanza di opposizione. Rimangono a sostenere le sorti, e le ragioni, di coloro che hanno votato a sinistra solo in cinque: Peppe Stabile, Domenico Rosato, Giovanni Tirozzi, Francesco Gatto, Rosario Capasso e Raffaele Pellegrino. Naturalmente ci sono anche i centristi Imma Lama e Paolo Santulli ma, appunto, essendo di centro voteranno sempre secondo coscienza. In altre parole, sia a sinistra che a destra. Ci si troverà, quindi, ad assistere a consigli comunali senza mordente, senza sfida costruttiva, senza margine di dubbio. Forse è giunto il momento per il centrosinistra di recitare un mea culpa e ricostruire ad Aversa una realtà nuova, fatta di gente nuova e, perché no, unita sotto lo stendardo innovativo del Partito Democratico.

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