Orta di Atella

D”Ambra fece arrestare 2 estorsori

D'Ambra subì delle estorsioniORTA DI ATELLA. Il costruttore Antonio D’Ambra, prima vittima e poi carnefice. Avrebbe fatto arrestare due presunti estorsori a San Giorgio a Cremano, città dell’hinterland napoletano, dove stata costruendo alcuni immobili, a quanto risulta delle villette. L’episodio si è verificato lo scorso anno.

Il costruttore denunciò, rivolgendosi a due poliziotti di Formia, i suoi aguzzini che gli facevano continue richieste di denaro, minacciandolo di ritorsioni. D’Ambra, di Frattaminore, prima di essere indagato per i fatti noti nello scandalo in cui è coinvolto anche l’ex sindaco di Orta di Atella, Angelo Brancaccio, sarebbe stato anche lui vittima della camorra. La difesa dell’imprenditore, rappresentata dagli avvocati Vittorio Giaquinto e Alberto Martucci, presenterà una nuova istanza di scarcerazione presso il Tribunale del Riesame di Napoli, dopo che lunedì scorso vi è stato il rigetto da parte del giudice per le indagini preliminari Paola Piccirillo, nonostante l’interrogatorio sia stato per la difesa dell’accusato alquanto chiarificatore alla sua posizione. Un’ora durò l’interrogatorio cui si sottopose D’Ambra la settimana scorsa dinanzi al pubblico ministero Luigi Landolfi, che aveva già espresso parere negativo sulla libertà. In quella circostanza, D’Ambra chiarì i contrasti che ebbe con Francesco Antonio Del Prete. La difesa aveva chiesto la libertà dopo la scarcerazione di Angelo Brancaccio proprio sulla questione di Del Prete. “Del Prete – ha riferito D’Ambra al pm – minacciava continuamente per la vicenda della costruzione. Diceva che non era regolare e che aveva il genero Origine sul Comune che faceva il consigliere comunale che gliel’avrebbe fatta pagare. Non l’avrebbe fatto più costruire ad Orta. Proprio per queste continue insistenze gli feci un assegno a vista di 5mila euro. Ma lui non si accontentò e poco dopo venne a chiedere altri soldi. Mio fratello gli fece altri tre assegni di 15mila euro, incassati dalla figlia di Del Prete. Gli mollai un pugno perché Del Prete pretendeva altri soldi”.

dal Corriere di Caserta, giovedì 07.06.07 (tp)

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