Italia

Ecco i padrini dei rifiuti

Roberto SavianoGli interessi del nord, quelli della camorra,le collusioni di destra e sinistra: l’emergenza rifiuti in Campania è oro. Che diventa veleno per tutta la Campania. La verità nell’inchiesta dell’autore di Gomorra.

EspressoAl bimbo manca un rene, i ventricoli del cuore hanno disfunzioni gravi, l’ano è imperforato. Ma se lo guardi, il piccolo però sembra perfetto, sgambetta, ha un viso sereno. Il primario del reparto incontra il padre: “Questa settimana è già il terzo bambino nato con molteplici malformazioni, dichiara, quasi che il dato elevato avesse portato queste nascite ad apparire ordinarie, casi che quindi non stupiscono e non spaventano i medici. Ai genitori bisogna dare una spiegazione che non li faccia sentire in colpa per i problemi del loro figlio e il motivo che si concede è “ammettere che anche la malformazione è una normalità. Senza troppe tragedie”. Ad ascoltare queste parole bisogna respirare a lungo per mantenere la calma, non aver voglia di spaccare a pugni le vetrate dell’ospedale. Perché questa normalità è una normalità di queste terre.

Gomorra

Gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione mondiale della sanità riguardo la Campania sono incredibili, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12 per cento rispetto alla media nazionale. E le donne le più colpite. V’è un dato, però, uno in particolare, che lascia la bocca senza saliva. L’80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale>>. Comincia così l’inchiesta di Roberto Saviano, pubblicata sul numero de L’espresso in edicola da venerdì 1 giugno. Una denuncia contro tutti i padrini dei rifiuti: contro quelli della camorra; contro gli imprenditori del Nord che hanno sfruttato le occasioni di risparmio offerte dalla criminalità per smaltire al Sud le scorie tossiche; contro quelli della politica incapaci di risolvere il problema e spesso collusi con boss e aziende senza scrupoli. Scrive Saviano: “Ne hanno ricavato vantaggio le maggiori imprese italiane, negli ultimi trent’anni le discariche campane sono state riempite, le cave rese satolle, ogni possibile spazio utilizzato, la spazzatura di Napoli, non è la spazzatura di Napoli. Le discariche campane non sono state intasate solo dai rifiuti solidi urbani campani, ma sono state occupate, invase, colmate dai rifiuti speciali e ordinari di tutto il Paese, dislocati dalle rotte gestite dei clan. La spazzatura napoletana appartiene all’intero Paese nella misura in cui per più di trent’anni rifiuti di ogni tipo – tossici, ospedalieri, persino le ossa dei morti delle terre cimiteriali – sono stati smaltiti in Campania e più allargatamene nel Mezzogiorno. L’operazione Houdini del 2004 ha dimostrato che il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un’azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso: un risparmio dell’80 per cento. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di 3 ettari. Questa montagna di rifiuti sarebbe la più grande montagna esistente non solo in Italia, ma sulla Terra. Rifiuti

I traffici di rifiuti tossici hanno visto il sud Italia essere il vero luogo dove far ammortizzare i prezzi elevati dello smaltimento. La camorra ha fatto risparmiare capitali astronomici alle imprese del nord Italia”. Saviano descrive anche come gli imprenditori oggetto di inchieste per le collusioni con la camorra cercano nuovi referenti politici nel centrosinistra: “C’è un momento però in cui gli affari cambiano vento. I riferimenti politici, istituzionali, devono repentinamente cambiare, conviene che cambino. Mai per ideologia, che è il miglior modo per essere affaristi scadenti. Ma per fare affari migliori. Joe Marrazzo fa dire a Raffaele Cutolo “la politica è l’arte di fottere chi sta con te per ideologia e tu lo fai per affari”. Negli anni 2000 si nota un cambiamento nelle dialettiche dei rifiuti quando passano dall’area del centrodestra al centrosinistra importanti imprenditori di Casal di Principe. I fratelli Sergio e Michele Orsi e Nicola Ferraro. I primi passano dal centrodestra ai Ds; il secondo, nipote di Pietropaolo Ferraiuolo, vicepresidente del consiglio regionale di Forza Italia, diviene l’unico consigliere regionale Udeur eletto nel collegio della provincia di Caserta con oltre 13 mila voti. Una coraggiosa e approfondita inchiesta dei pm antimafia Raffaele Cantone e Alessandro Milita ha portato alla luce i meccanismi inquietanti con cui i fratelli Orsi facevano affari. Ciò che l’indagine dimostra è il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico, imprenditoriale e camorristico, uniti in confini impercettibili nel sistema dei consorzi”. “I fratelli Orsi si iscrivono alla sezione dei Ds, avvicinano la Margherita e addirittura cercano di accreditarsi con Rifondazione comunista: arrivarono persino alla segreteria nazionale di Rc, offrendosi come finanziatori di iniziative di partito e disponibili a sostenere campagne elettorali. A fermarli fu Francesco Forgione che comprese subito il loro intento, l’obiettivo di distogliere l’attenzione e di accreditarsi con una parte politica antimafia. Uomini di destra passano a sinistra, si avvicinano a quanto di più lontano ci sia dagli affari. Non c’è ideologia, l’affare è affare e il potere e il danaro vanno da chiunque in ogni momento“.

L’Espresso

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