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Calcio, la Coppa America inizia tra polemiche e sorprese

la mascotte della Coppa AmericaIl futból americano non smette mai di sorprendere, la 42esima edizione del campionato di calcio continentale infatti si apre con uno strascico di polemiche tra le federazioni andine e la Fifa. L’organizzazione del calcio mondiale ha difatti imposto il divieto di disputare partite internazionali a più di 3000 metri dal livello del mare.

Questa scelta sfavorisce di fatto alcuni paesi latinoamericani come il Perù o la Bolivia, nei quali gli stadi più importanti sono costruiti a Cuzco (3300 metri) e La Paz (3600 m). I due impianti di solito sono stati utilizzati per accogliere le gare di rilievo che le due nazionali giocano per le qualificazioni ai Mondiali o alla Copa America. Allora le squadre più forti del continente, Brasile ed Argentina, hanno lamentato la possibilità di adattamento dei loro fuoriclasse a certe altezze, l’aria rarefatta di queste altitudine inficerebbe, a loro avviso, sul regolare svolgimento delle gare. Ma il presidente boliviano, Evo Morales, ha subito dissentito. Difatti l’ex cocalero si è messo a capo di un movimento composto da diverse federazioni andine (Colombia, Perù, Equador, Bolivia) che richiede la possibilità di giocare le partite ufficiali nei propri stadi. Queste federazioni sostengono che l’altezza non può essere una pregiudiziale come non lo è il clima. Attualmente le partite internazionali si disputano sia a 40° gradi sia a -10° gradi. Hugo Chavez, presidente del Venezuela paese che ospita questa edizione del torneo continentale, ha subito sostenuto la richiesta boliviana invitando Morales e Diego Armando Maradona per la giornata inaugurale della Coppa America. I tre, legati da una profonda amicizia, hanno palleggiato in campo tra fuochi artificiali, spettacoli e parate musicali. Un folto pubblico è esploso di gioia per la partecipazione a sorpresa del pibe de oro e ha dato vita ad un tifo caloroso mentre i tre si esibivano sull’erbetta di San Cristobal. Il numero 10 per eccellenza inoltre ha ribadito il suo sostegno alle richieste boliviane: “Il calcio va giocato là dove si nasce, l’altura non può essere un ostacolo. La decisione della FIFA è una ingiustizia crudele. Sono vicino Brasile-Messicoalla Bolivia, con loro fino alla morte” (Il Manifesto, 28/06/07). Oggi Morales discuterà a Zurigo con Joseph Blatter sulla questione, lo svizzero assente all’inaugurazione del torneo incontrerà il premier sudamericano per ribadire il divieto, almeno sino a che la Commissione Sanitaria della FIFA avrà finito i suoi accertamenti. Nel frattempo Morales come provocazione ha giocato insieme ad alcune comunità indigene a 6500 metri d’altezza sulle splendide Ande boliviane. Il calcio è possibile ovunque o meglio fa sognare ovunque. Ma il torneo sudamericano ha sorpreso soprattutto per i risultati dei campi. L’Uruguay, orfano del chino Recoba, ha subito una pesante sconfitta contro il Perù per 3 a 0, gelando gli entusiasmi dei connazionali pronti a scommettere che questa volta era l’occasione buona per i biancazzurri. Il Venezuela ha esordito invece con un pareggio spettacolare proprio contro la Bolivia. I padroni di casa due volte in vantaggio si sono fatti sempre recuperare. Ieri notte il risultato più clamoroso: il Messico liquida nella prima frazione 2 a O un Brasile irriconoscibile. La squadra di Dunga subisce decisamente la mancanza dei suoi campioni che per lo più hanno dato forfait. La selecao si presenta con un attacco molto sbadato costruito intorno al solo Vagner Love e con un centrocampo senza idee. I messicani impongono allora il loro gioco e il romanista Doni è spesso disattento in particolare sulla punizione di Morales che chiude l’incontro.Nell’altra partita il Cile e l’Equador danno vita ad una partita imprevedibile con le solite difese molto aperte e decisamente alte. I cileni alla fine hanno la meglio con un 3-2 sul quale pesa molto la doppietta di Humberto Suazo e la poca attenzione tattica degli equadoreñi. Stanotte il cartello degli incontri presenta Paraguay – Colombia oltre all’esordio della superfavorita Argentina che incontrerà gli Stati Uniti. L’allenatore Basile ha già rivelato la formazione che scenderà in campo a Maracaibo: Abbondanzieri; Zanetti, Ayala, Gabriel Milito, Heinze; Verón, Mascherano, Cambiasso, Riquelme; Messi e Crespo. Gli argentini sembra non abbiano riveli ma attenzione al Messico e all’orgoglio ferito di Dunga.

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