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Bush al G8, niente accordi sul clima

George W. BushÈ un Bush a fasi alterne, quello visto in Repubblica Ceca, e poi a Heiligendamm, in Germania, dove ha presenziato al G8. Più che presenziare, però, sembra che il presidente degli Stati Uniti assurga se stesso a leader incondizionato, capace di fare e disfare, alternando bello e cattivo tempo, conscio dell’autorevolezza che il suo ruolo, e la riverenza degli altri capi di Stato, sembrano conferirgli.

Riguardo al tema dello scudo spaziale, aveva tranquillizzato il collega russo Putin, sostenendo che esso non avrebbe rappresentato alcuna minaccia per la Russia. Quasi la manifestazione della volontà di tenersi buono il leader del Cremlino. Le sue parole, infatti, sembravano suggerire qualcosa come “i rivali, in questo momento, sono ben altri”. E si può ben capire a chi si riferisse Bush (Ci sono degli stati canaglia che vogliono ricattare il mondo libero”). Poi, dopo i primi segnali di distensione, si è scagliato contro Cina e Russia: ”In Russia, hanno fatto deragliare le riforme che promettevano di dare il potere al popolo, con conseguenze preoccupanti per l’evoluzione democratica. I leader cinesi credono di poter continuare ad aprire l’economia del loro Paese senza aprire anche il sistema politico”, ha detto il presidente. Riguardo al G8, se l’obbiettivo del vertice era quello di raggiungere passi significativi sul tema della crisi ambientale, e degli aiuti all’Africa, niente di tutto questo avverrà. E se il premier tedesco Angela Merkel fa buon viso a cattivo gioco quando annuncia: “Abbiamo ottime chance di raggiungere posizioni Bush con Angela Merkelcomuni, siamo d’accordo su moltissime questioni, anche se su alcuni punti dovremo ancora lavorare”, la verità è che, di concreto, da questo vertice formale si otterrà ben poco. Ci aveva pensato già stamattina, infatti, Jim Connaughton –responsabile per il clima dell’amministrazione Bush – a rimandare tutto al 2008, quando scadrà il mandato del Presidente, e a proporre in autunno una conferenza negli Usa con la partecipazione dei 15 paesi più responsabili delle emissioni di gas nocivi. “Il documento finale non farà alcun riferimento a un obiettivo concreto, e cioè all’impegno di contenere a due gradi entro il 2050 il riscaldamento medio globale”, aveva annunciato Connaughton. Parole di rimprovero, all’ennesima occasione sciupata, sono arrivate dal leader dei Verdi, Alfonso Pecoraio Scanio: “Bush resta purtroppo nemico del clima e dell’ambiente, nonostante i cittadini americani, il congresso e i governatori abbiano ormai posizioni totalmente divergenti dal presidente”. Intanto, a Rostock, tra manifestanti e forze dell’ordine, gli scontri hanno determinato più di mille feriti. La polizia si troverebbe in seria difficoltà per contrastare l’assedio alla barriera di dodici chilometri organizzata per scongiurare rischi seri. Pare che alcuni manifestanti siano riusciti a trovare un varco al fine di penetrare la barriera. Ma anche altri tipi di manifestazioni, di certo meno violente, si stanno tenendo a Rostock. Come il “controvertice”: organizzazioni umanitarie e di vario genere, sindacati, gruppi religiosi e ambientalisti parleranno di clima, ambiente, energia, sociale, razzismo, violenza sulle donne, per dimostrare che è possibile un modo alternativo di affrontare i grandi problemi dell’umanità rispetto a quello del G8.

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