Caserta

Unione in allarme: «Subito una verifica»

Rifondazione ComunistaCASERTA. Rifondazione: ora serve un confronto per sanare la frattura tra politica e forze sociali» Prima l’arresto di Angelo Brancaccio, consigliere regionale dei Ds; ieri quello di due consiglieri provinciali di Caserta dell’Udeur, Giacomo Caterino e Domenico Bove, e del direttore generale della Provincia , ex Udeur come il presidente Sandro De Franciscis che lo nominò.

Anthony AcconciaE poi, i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, l’emergenza rifiuti, l’abusivismo dilagante. Tutti fatti ognuno slegato dall’altro certo, che però messi insieme sono la spia della crisi di un sistema di potere, quello del centrosinistra, che si è esteso anche a Caserta, che era l’unico baluardo del centrodestra in Campania: in due anni l’Unione ha conquistato prima la Provincia, poi il Comune. C’è una questione morale? Parole grosse che nell’Unione si fa fatica a pronunciare. I Ds e la Margherita, che due anni fa furono contrarissimi alla nomina di Acconcia, oggi sono prudenti e uniti in un laconico commento. «C’è fiducia nel lavoro dei magistrati, ma serve una riflessione più generale», dicono i segretari provinciali dei due partiti Ubaldo Greco e Pierino Squeglia. Sì, fiducia nella magistratura, concorda il centrodestra, che però affonda il dito nella piaga e con Forza Italia chiede le dimissioni di De Franciscis. «Non è possibile far finta che nulla sia accaduto», attacca il coordinatore regionale Nicola Cosentino. Mentre il deputato Gennaro Coronella (An) accusa: «Il centrosinistra ha vinto grazie al clientelismo e al trasformismo». Accusa, questa, che sembra rivolta innanzitutto all’Udeur che, sostiene decisamente la Cdl (e sotto voce anche qualcuno nel centrosinistra), si è ingrossato «andando a fare campagna acquisti negli altri partiti e spesso ”comprando” i peggiori». Già l’arresto di Angelo Brancaccio, casertano pure lui, aveva posto al centrosinistra una serie di interrogativi. Angelo BrancaccioGli «incidenti di percorso» si susseguono e la domanda se non ci sia stato un calo di tensione rispetto a principi come la trasparenza e la legalità cominciano a porsela in tanti. «Serve una riflessione», sostengono Ds e Margherita. «Serve un vertice urgente dell’Unione», incalza invece Rifondazione. «Non è solo un prolema di questione morale – dice il segretario regionale Peppe De Cristofaro – perchè dobbiamo anche riflettere su come sanare la frattura sempre più profonda tra le istituzioni e la popolazione. Pensare che siccome abbiamo vinto va tutto bene sarebbe un grave errore. C’è, invece, la necessità assoluta di una svolta nell’azione politica e di governo a tutti i livelli». Alla vigilia dei ballottaggi, la nuova bufera giudiziaria suona come più di un campanello di allarme. Vincere, in politica, non è come nello sport: non è la migliore medicina contro la malattia. Severa l’analisi di Arturo Scotto, ex ds oggi con Sinistra democratica. «Quanto sta succedendo – dice – è la spia di una caduta morale che progressivamente ha portato il sistema nel buco nero della corruzione e della cattiva amministrazione. Siamo di fronte a una vera questione morale e i bisogni della gente diventano strumento per una cattiva politica». Scotto invoca una svolta che sia «discontinuità nei modi, nei comportamenti e anche nelle persone». «La crisi – aggiunge – è legata allo svuotamento dei partiti che sono diventati comitati personali».

Il Mattino (PAOLO MAINIERO)

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