Caserta

Gare e appalti accordo tra soci

Provincia CasertaCASERTA. Un progetto globale per il controllo degli appalti, dei lavori pubblici e dei progetti di comunicazione. Il tessitore è Mimmo Bove, giovane e rampante sindaco di Alvignano, consigliere provinciale appena eletto, grinta da vendere e una buona dose di spregiudicatezza nel gestire affari e rapporti con l’elettorato.

Quando arriva a corso Trieste ha appena ventinove anni, e quattro di esperienza amministrativa maturata nel piccolo comune del Matesino. Porta con sé un piccolo, ma redditizio, bagaglio di amicizie. Per esempio, quella con Renzo Ambroselli, romano trapiantato da anni a Piedimonte, giornalista pubblicista, imprenditore con interessi forti nel mondo della comunicazione. Sono legati a filo doppio, Bove comunica a lui, in anteprima, la nomina – ancora non ufficializzata – del direttore generale della Provincia. «Sarà Anthony Acconcia», gli confida. «Deve arrivare il curriculum ma è fatta. Stiamo andando ad occupare le poltrone». Mesi dopo – è gennaio del 2006 – si decide la sorte dei Centri per l’impiego, Ambroselli ha messo a disposizione uno stabile a Piedimonte Matese. La gara si fa, la decisione viene rinviata per decisione di Bove e, riferisce il consigliere provinciale all’amico, con il consenso di Acconcia. C’è bisogno, prima, di una ispezione allo stabile da parte della commissione. Una decisione che sta bene a tutti. Ma ciò che più interessa, ad Ambroselli, è l’entratura alla Provincia per piazzare i suoi prodotti, e cioè le consulenze di videocomunicazione. Ha un sogno, di cui l’amico politico è al corrente: realizzare il nuovo sito web della Provincia (quello attuale è gestito, fino alla fine di quest’anno, da una società del gruppo Siemens). E lo ricorda a Bove, perché è ciò che più gli interessa. La cessione dello stabile per il Centro per l’impiego è solo un affare come un altro. Bove, il grande tessitore, è anche dietro le trattative per gli altri Centri. È lui a dettare a Mario Coppola, prestanome di Giacomo Caterino, gli importi esatti da inserire nelle buste per la gara sulla sede di Casal di Principe. È lui a fornire le indicazioni giuste per aggiudicarsi l’appalto, costruito su misura del vincitore designato. Anthony AcconciaCiò che raccontano le telefonate intercettate dai carabinieri del Reparto operativo di Caserta, è lo spaccato di un comitato di affari nel quale proprio Bove e Caterino, «i due soci» come si definiscono, fanno la parte del leone. Bove decide, Caterino, nella duplice veste di consigliere provinciale e imprenditore (attività formalmente affidata a Coppola per aggirare la norma sulle incompatibilità) fa man bassa. Acconcia interviene dall’esterno, nella veste – così è delineata dal gip Giuseppe Meccariello nell’ordinanza di custodia cautelare – di comprimario. Così il direttore generale appare nella vicenda Ambroselli, ma soprattutto in quella relativa alla variante al piano regolatore di Casagiove. È la vicenda più delicata, è quella che è costata al manager di corso Trieste l’accusa di falso, è quella nella quale Acconcia non subisce ma propone, e poi accomoda per non scontentare gli amici. Le registrazioni delle telefonate rimandano la trattativa per la modifica del tracciato della 167: Acconcia chiede e annuncia l’invio della piantina aggiornata (ne manderà, poi, due differenti), Bove si mette a disposizione, Caterino si preoccupa perché in quella zona ci sono anche i suoi interessi. E le variazioni utili per lui non possono essere toccate. L’accordo viene raggiunto, la variante viene approvata all’unanimità dal consiglio provinciale, inconsapevole strumento nelle mani dei due affaristi. Un via libera basato sull’esame di un fascicolo falso: all’interno, i verbali delle riunioni della commissione urbanistica, che è lo stesso Bove a presiedere, che non ci sono mai state. Ma chi ha beneficiato di quella variante?

Il Mattino (ROSARIA CAPACCHIONE)

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