Caserta

Bove e Caterino restano in cella, domiciliari per Acconcia

Anthony AcconciaCASERTA. Le spiegazioni date nel corso degli interrogatori, la ricostruzione delle procedure di assegnazione degli appalti e di modifica del tracciato del piano regolatore di Casagiove, non hanno convinto il gip Giuseppe Meccariello che, a mezzogiorno di ieri, ha depositato in cancelleria l’ordinanza con la quale rigettava la richiesta di revoca della misura cautelare depositata dai difensori degli indagati dopo i lunghi confronti con lo stesso gip e con i due pubblici ministeri Alessandro Cimmino e Paolo Di Sciuva.

Per il giudice, non è mutato il quadro indiziario e non sono venute meno le esigenze cautelari. E per questo i due consiglieri provinciali del’Udeur, Domenico Bove e Giacomo Caterino, restano in carcere. Conferma degli arresti domiciliari, con le stesse motivazioni, per il direttore generale della Provincia, Anthony Acconcia, e per il padre di Bove, Mario, medico dell’Asl. Obbligo di dimora nel comune di residenza, San Cipriano, confermato per Mario Coppola, prestanome di Giacomo Caterino nell’amministrazione di un’impresa edile, la Cle. Con la stessa ordinanza il gip Meccariello ha attenuato le misure cautelari per gli altri indagati, Sergio Romano (assessore ai lavori pubblici nella giunta di Domenico Bove, ad Alvignano) e Antonio Simeone (assessore all’edilizia e all’urbanistica nella stessa amministrazione, in carica fino al 27 maggio scorso). Obbligo di firma, invece, Domenico BoveGiacomo Caterinoper Renzo Ambroselli, al quale era stato vietato di allontanarsi dal comune di residenza. Gli atti dell’inchiesta sul giro di mazzette ad Alvignano e sulle gare per le sedi dei Centri per l’impiego si trasferisce, dunque, al Tribunale del Riesame di Napoli. I difensori degli otto indagati avevano, infatti, presentato l’istanza ai giudici della libertà a conclusione degli interrogatori di garanzia. E sarà in quella sede, a partire dal 21 giugno (data di avvio delle discussioni degli avvocati), che si verificherà la tenuta delle indagini dei carabinieri del Reparto operativo di Caserta e della compagnia di Piedimonte Matese, almeno sotto il profilo delle esigenze cautelari. Verifica sulla quale i difensori (Vittorio Giaquinto, Giuseppe Stellato, Alessandro Barbieri, Gennaro Iannotti, Angela Monaco, Carmine Malinconico) contano molto per una differente lettura delle carte processuali utilizzate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e dal gip per formulare le accuse. Accuse che vanno, nel caso della connection alvignanese, dalla corruzione all’abuso d’ufficio; e per il filone che riguarda la Provincia, dalla turbativa d’asta al falso, imputazione quest’ultima relativa al ridisegno, pochi giorni prima del passaggio definitivo in consiglio provinciale, della variante al Prg di Casagiove. Lo strumento urbanistico, approvato all’unanimità il 15 dicembre del 2005, fu poi trasmesso per le ulteriori decisioni alla Regione. È stato successivamente sequestrato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

da Il Mattino, domenica 17.06.07 (di Rosaria Capacchione)

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