Caserta

Acconcia va via, bando per la successione

Acconcia - De Franciscis - CecereCASERTA. Anthony Acconcia non è più il direttore generale della Provincia. Ieri, come tutti ormai si aspettavano dopo le decisioni del Tribunale del Riesame, sono state protocollate le dimissioni del manager di corso Trieste, probabilmente – a quanto si evince indirettamente dal brevissimo comunicato ufficiale diffuso nel pomeriggio – già presentate da qualche giorno nelle mani di chi aveva conferito la nomina.

ProvinciaNella nota della Provincia si legge della «irrevocabile volontà» di Acconcia di lasciare il posto che occupava, mettendo la parola fine ad una carriera che – consigliere comunale a 18 anni e per due volte primo cittadino di Capodrise – lo aveva visto prima nella Dc, poi nei Popolari e quindi nella Margherita per passare infine sotto il Campanile di Mastella nello stesso momento in cui De Franciscis rompeva con De Mita per aderire all’Udeur. In serata si è appreso che per Mimmo Bove, ex sindaco di Alvignano, il Riesame ha deciso di cancellare il reato di associazione ma non ha annullato l’ordinanza di custodia in carcere. La decisione di Acconcia «è maturata in relazione all’inchiesta giudiziaria in corso e per garantire agli uffici dell’Ente il prosieguo della programmazione delle attività», spiega la nota della Provincia. «Nel ringraziare Acconcia per il lavoro svolto – si legge subito dopo – il presidente della Provincia Sandro De Franciscis ha ribadito piena fiducia nell’operato della magistratura». Infine la prima informazione sul dopo-Acconcia: «Nelle prime ore del pomeriggio, con proprio decreto, il presidente della Provincia ha nominato direttore generale pro tempore il dirigente Alessandro Diana». Una scelta tecnica e quasi obbligata – dicono i bene informati – visto che Diana è, tra i dirigenti dell’ente, quello con maggiore anzianità di servizio. Tra qualche settimana, infine, dovrebbe essere già pronto il nuovo bando per la successione. Misurate le reazioni dei partiti di maggioranza, che il passo indietro lo avevano chiesto (anche se non ufficialmente) e che comunque lo aspettavano per salvaguardare l’ente e la sua amministrazione. «Si tratta di un atto doveroso, utile sia all’interessato, che adesso potrà meglio difendersi, sia al governo della Provincia, su cui rischiavano di cadere ombre e sospetti», commenta Ubaldo Greco, segretario della federazione dei Ds interpretando gli umori di buona parte della coalizione. Adesso, però, diventa urgente chiudere la verifica in corso da mesi definendo una volta per tutte quelle «questioni attinenti all’assetto della Giunta Provinciale, alla riorganizzazione della macchina amministrativa e alla piena rappresentanza delle forze politiche minori» di cui già parlava il documento del centrosinistra all’indomani dell’arresto di Acconcia e dei due consiglieri provinciali. E ai problemi già sul tappeto – e che ad esempio riguardano la possibile sostituzione di alcuni assessori – si aggiungerà sicuramente quello dei criteri di scelta del prossimo Direttore generale. Due anni fa la sostituzione di Gioielli con l’ex sindaco di Capodrise aveva dato luogo a mugugni nella maggioranza ma il Presidente aveva tenuto fermo il principio della discrezionalità. Nell’avviso pubblico del 30 maggio 2005, infatti, si ricordava che la nomina sarebbe stata fatta «senza alcuna necessità di motivazione» e che la valutazione delle candidature rientrava «nella totale e insindacabile discrezionalità» del Presidente. Un’impostazione che adesso nella coalizione, a sentire le prime considerazioni che circolano nei gruppi dirigenti, troverebbe notevoli resistenze.

Il Mattino (ANTONIO PASTORE)

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