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Melito, sequestrate case abusive per 100 milioni di euro

edilizia abusivaNAPOLI. Maxioperazione contro l’abusivismo edilizio a Melito, in provincia di Napoli. Il Comando provinciale della Guardia di Finanza, su mandato della Procura della Repubblica del capoluogo regionale, ha sequestrato duecento appartamenti che vanno ad aggiungersi ai 130 già sequestrati nell’ottobre 2006, nel corso della prima fase dell’operazione denominata “Dirty house”.

Il valore dei beni sequestrati ammonta nel complesso a 100 milioni di euro. L’intera giunta comunale in carica nel 2002 risulta indagata. In una parte dei 19 mila metri quadrati su cui sono sorte le lottizzazioni doveva estendersi il cimitero di Melito. Una sola concessione per costruire sette fabbricati invece di un centro commerciale, in una fascia di ampliamento cimiteriale. A Melito, secondo gli inquirenti, si è scavalcata ogni prassi per arrivare alla costruzione di circa 200 appartamenti (oltre 300 se si sommano gli immobili sequestrati all’inizio dell’operazione nel novembre 2006). L’indagine della Procura di Napoli, condotta in collaborazione con il comando provinciale della Guardia di Finanza ha portato al sequestro degli edifici costruiti nel 2002 e di tre società. Ingegneri, architetti e un direttore dei lavori coinvolti tra i 57 indagati, 20 imprenditori, 16 funzionari pubblici (tra cui un’intera giunta comunale) e 21 professionisti. Circa 170mila i metri quadrati di terreno invasi dal cemento con un atto di pianificazione urbanistica, di esclusiva approvazione del consiglio comunale, approvato dalla giunta.

Commissione prefettizia

Attualmente il comune di Melito è commissariato per infiltrazione camorristica e nei mesi scorsi, il responsabile della commissione prefettizia all’urbanistica è stato picchiato violentemente. Grazie al suo aiuto si è arrivati ai sequestri, gli inquirenti pensano che l’aggressione subita sia collegata alla sua attività di collaborazione nelle indagini. Criminalità. “E’ da escludere che la criminalità organizzata non si interessi a qualsiasi attività imprenditoriale lucrosa”, spiega il pm che conduce l’indagine, Cristina Ribera. In merito alle pratiche di acquisto delle abitazioni, dall’indagine è emerso che, per quanto riguarda il parco Guerra di via Signorelli, i costruttori avevano fatto dei mutui per edificare degli opifici per poi costruire lottizzazioni ad uso residenziale. Chi ha acquistato non ha mai potuto concludere un contratto di compravendita, tutte le cessioni sono state fatte sulla base di promesse di acquisto. Chi comprava la casa, in pratica, subentrava nel mutuo per la realizzazione dell’opificio. Secondo il pubblico ministero Ribera, chi comprava sapeva che non era un’operazione lecita. Nessuno dei “proprietari” degli immobili risulta, al momento, iscritto nel registro degli indagati. “L’abusivismo edilizio va combattuto perché si inserisce nell’emergenza ambientale in Campania e rischia di mettere in forse lo stato di diritto”, commenta il procuratore Aldo De Chiara.

Le indagini

“Le indagini proseguono ancora – sottolinea il colonnello Giuseppe Bottillo, comandante provinciale della Guardia di Finanza – c’è da deunciare lo sfruttamento dell’ambiente e il danno economico per la collettività”. “Adesso il comune di Melito dovrà procedere allo sgombero delle abitazioni e all’abbattimento degli edifici”, sottolinea il pm Ribera.

Imprese di comodo

Corrado GabrieleL’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Corrado Gabrierle, esprime soddisfazione per l’operazione anti abusvismo. “Questa è la strada da seguire – sottolinea Gabriele – bisogna riconoscere un grande merito ai magistrati e alla Guardia di Finanza che hanno eseguito un’operazione davvero esemplare”. Il settore edilizio, spiega Gabriele, “è tra quelli in cui si addensano i maggiori interessi della criminalità organizzata, che utilizza imprese di comodo per reinvestire i propri capitali, determinando un pericoloso meccanismo competitivo al ribasso, che incide direttamente sulla sicurezza dei lavoratori. L’edilizia – prosegue l’assessore – è il comparto che in Campania genera il numero più alto di incidenti mortali e invalidità permanenti e per questo è importante tenere alta la guardia e lanciare, attraverso simili operazioni, segnali chiari a tutti coloro che speculano sulla salute dei lavoratori”.

fonte: ll Denaro.it

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