Campania

Il ministro Ferrero al Centro Fernandes

Il ministro Paolo FerreroCASTELVOLTURNO (Caserta). Al centro “Fernandes” una sala gremita ha accolto il Ministro per la Solidarietà Sociale Paolo Ferrero. Tracciamo in breve un resoconto della manifestazione.

l'intervento di Ferrero al convegno“Sono del Gambia, lavoravo regolarmente in Italia, poi per uno stupido consumo di droga sono finito in carcere ed in comunità. Oggi sono un’altra persona, faccio volontariato, aiuto gli altri a non sbagliare, ma non ho più il permesso di soggiorno, la prego mi aiuti”. Il ministro Ferrero è attento e quasi commosso mentre visita il Centro Fernandes. Un altro Immigrato con le stampelle ed i ferri nella gamba lo ferma: “Mentre andavo a lavoro mi hanno aggredito, derubato di tutto e mandato in ospedale. Il Centro mi sta aiutando tantissimo, ma non lavoro e non mando soldi a casa da un anno. Mia moglie e i miei figli in Ghana muoiono di fame, ho bisogno di qualche sussidio”. Un altro ancora lo ferma con una lettera in mano. Non riesce ad entrare nella sala gremita all’inverosimile dove lo aspetta una folla di immigrati provenienti da tutte le parti. Sono presenti le maggiori associazioni di volontariato e le organizzazioni sindacali del territorio. Il convegno è stato organizzato dalla CGIL provinciale guidata da Angelo Papadimitra che da qualche mese ha aperto uno sportello a Castel Volturno. “Ringrazio gli amici della CGIL che hanno reso possibile questo incontro al Centro Fernandes, ma soprattutto perché hanno sposato la causa di Castel Volturno unendosi a noi e a tanti altri che da oltre 20 anni lavoriamo sul territorio”. Con queste parole inizia il suo intervento di saluto il direttore del Centro, dott. Antonio Casale. “E’ la prima volta che un ministro della Repubblica viene da noi. E’ segno di un’attenzione verso Castel Volturno che rompe un isolamento grave e incomprensibile da parte della più alte autorità dello stato verso un territorio che ha dato tanto all’accoglienza e che può rappresentare un esempio ed un laboratorio di esperienze unico nel suo genere”. Alle parole del direttore hanno fatto eco quelle del Sindaco di Castel Volturno, Francesco Nuzzo, che ha introdotto il tema della serata parlando dei nuovi diritti di cittadinanza ai quali devono essere chiamati anche i cittadini stranieri regolari ed attivi presenti sul territorio. Per concludere il sindaco ha lanciato un appello agli immigrati presenti come una mano tesa verso la piena integrazione. “Mi aspetto da voi tutti un impegno nel nuovo piano di raccolta differenziata dei rifiuti che partirà fra poco nel nostro Comune”. L’invito è stato accolto con un forte applauso. L’intervento principale è stato da tenuto dal segretario provinciale della CGIL Papadimitra che ha illustrato la situazione di degrado e precarietà degli immigrati in varie zone della Regione tutte legate alla condizione di clandestinità favorita dalla legge Bossi-Fini che deve essere urgentemente superata dal nuovo disegno di legge delega Ferrero-Amato. Sul nuovo disegno di legge si è soffermato il presidente della Provincia, Alessandro De Franciscis, che non ha esitato a definire la legge Bossi-Fini un atto di profonda inciviltà nei confronti del nostro sistema giuridico e di quello dell’intero continente verso la quale vi è il “no” netto e deciso di tutta la Provincia di Caserta. Dopo il Presidente De Franciscis hanno preso la parola, Francesca Coleti dell’ARCI Campania, che ha illustrato alcuni punti di forza e alcuni punti critici della nuova legge, Mons. Andrea Riccio, direttore Migrantes dell’Arcidiocesi di Capua, Laassad Azzabi, responsabile Dipartimento Immigrazione della CGIL Caserta, ed altri immigrati rappresentanti di associazioni locali. L’intervento più polemico è venuto da Fabio Basile, responsabile del centro sociale ex canapificio di Caserta che ha espresso al ministro tutta la sua delusione per la tiepidezza del governo ed in particolare del partito della Rifondazione Comunista sul sostegno alla nuova legge. Quando la sala, sempre più affollata, era ormai surriscaldata al massimo ha preso la parola il Ministro Ferrero. Rispondendo alle accuse di tiepidezza e di incompletezza del disegno di legge il ministro ha subito dichiarato di essere d’accordo, ma che il clima generale del paese, provocato dalla stessa legge Bossi-Fini è tale che non è possibile al momento chiedere di più. Circa altre provocazioni della sala ha ribadito che assumendo una linea più dura la posta in gioco potrebbe essere la caduta del governo con il risultato di mantenere la Bossi-Fini per altri 20 anni ancora. Un forte applauso ha suggellato la linea tracciata dal ministro che è quella di andare avanti cercando di ottenere il massimo possibile tenuto conto delle contraddizioni che vi sono nel paese e nella maggioranza stessa. Ha concluso il convegno Michele Gravano, segretario generale della CGIL Campania, che ha raccolto e rilanciato l’invito del ministro a lavorare tutti insieme non solo verso le istituzioni, ma anche nel paese, tra la gente, perché cresca una nuova cultura dell’accoglienza e della convivenza civile.

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