Campania

Beni confiscati, una fattoria didattica nell”Ex Zaza

Fattoria DidatticaCASTELVOLTURNO (Caserta). Il settore lavori pubblici comunale, con il suo responsabile Ingegner Carmine Noviello, ha aperto la procedura per l’affidamento dei lavori di riutilizzo della tenuta denominata “Ex Zaza” sita in località “Centore”.

Questa procedura aperta avviene in seguito anche ad una convenzione operativa per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle organizzazioni camorristiche, ed è stata sottoscritta a Napoli, nella sede della Regione Campania, tra il Ministero dell’Interno, la Regione, i Prefetti di Caserta, Napoli e Salerno, e 11 comuni campani (Castel Volturno, Teano, Napoli, Casal di Principe, Mondragone, Sessa Aurunca, Sarno, Pignataro Maggiore, Eboli, San Tammaro e San Cipriano). Presente, tra gli altri, il viceministro degli Interni Marco Minniti. Complessivamente vengono investiti circa 5 milioni di euro, derivanti da fondi del Ministero degli Interni (oltre 4 milioni e 500 mila euro) e regionali (oltre 400 mila euro), per il recupero e la riqualificazione di 18 beni, terreni e immobili, confiscati a boss e ad organizzazioni di camorra. Di questi 12 sono collocati nella provincia di Caserta, 2 nel salernitano, 4 nella citta’ di Napoli. Tra i beni confiscati, che verranno riutilizzati a scopi sociali, figurano a Casal di Principe, in provincia di Caserta, l’ex immobile di Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan’, che diventerà un centro di aggregazione giovanile. Mentre a Castelvolturno, come dicevamo, sorgerà una fattoria nell’area sottratta alla camorra, nella zona dei Mazzoni, e conosciuta come “Ex Zaza”, destinata all’accoglienza di piccoli pazienti portatori di handicap fisici e mentali, le cui linee definitive saranno stabilite il prossimo 25 gennaio, in una riunione durante la quale il progettista illustrerà gli aspetti definitivi, che sta realizzando il Comune di Castelvolturno insieme all’Asl Ce/2. Un progetto già finanziato in gran parte. 250mila euro sono infatti fattoria didatticastati stanziati dalla Regione Campania ed altri fondi sono stati resi disponibili dall’Azienda Sanitaria. Una base di partenza che dovrebbe permettere a breve l’inizio dei lavori. La cifra stimata per l’intera realizzazione si aggira intorno ai due milioni di euro, motivo per il quale il Comune si sta attivando per ottenere altri fondi per coprire l’intero costo dell’opera. 46mila e cinquecento metri quadrati, destinati ad uso agricolo, sui quali già esistono manufatti edili destinati a stalle, box per cavalli, uffici, depositi e fienili e sui quali sorgeranno, entro diciotto mesi, un centro di recupero delle tradizioni agricole, medico-terapeutiche ed energetico – impiantistiche. Le finalità previste dal progetto sono quelle di accogliere l’ospite-paziente, favorire la sua interazione con la società esterna e diversificare le attività in funzione delle sue attitudini e necessità. Saranno realizzati un ambulatorio veterinario attrezzato anche per piccoli interventi chirurgici ed analisi che sarà dotato di impianti per la produzione di energia solare, officine e depositi, un’officina meccanica per le macchine e gli automezzi necessari alla fattoria, depositi, fienili e box per cani necessari alla cosiddetta “pet-therapy”. Un progetto importante per il quale è stato previsto e programmato ogni particolare. La struttura sarà infatti dotata anche di un percorso per passeggiate a cavallo ed ippoterapia con una pista coperta e quindi in grado di funzionare per tutto l’arco dell’anno ed un point polifunzionale adatto ad ospitare le attività didattiche, la ristorazione, un’area per l’allevamento degli struzzi ed una per il pascolo dei bovini. Un altro aspetto importante è rappresentato dalla decisione di utilizzare esclusivamente metodi biologici sia per l’allevamento che per le coltivazioni e le trasformazioni dei prodotti coltivati. Il tutto avverrà secondo i canoni dell’agricoltura biologica in linea con le normative europee. La struttura sarà dotata di un impianto per lo sfruttamento energetico di rifiuti organici e vegetali ed un impianto per la produzione di biogas in linea con gli orientamenti internazionali e con il protocollo di Kyoto. La fattoria sarà, ancora, aperta all’esterno per accogliere le scolaresche ed organizzare lezioni sul campo. Resteranno, infine, 26mila metri quadri che saranno utilizzati per la costruzione di un canile municipale in modo da risolvere anche il grave problema del randagismo.

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