Aversa

Si pente il papà che pestò il preside

Di GraziaAVERSA. «Sono fortemente pentito del mio gesto e chiedo scusa al preside». Questo il messaggio che Antonio Bellopede, il genitore che venerdì scorso avrebbe aggredito (il condizionale è d’obbligo) il preside del liceo “Cirillo” Giancarlo di Grazia, ha consegnato a Raffaele Santulli, ideatore dell’ennesimo question time sul tema Allarme scuola.

Liceo Cirillo«È forse sufficiente ad una società, più o meno civile che sia, l’indignazione di un momento per una brutale aggressione alle istituzioni scolastiche?». Un tema che faceva presagire una folta partecipazione, ma che, come lo stesso Santulli ha rilevato, ha visto la totale assenza degli addetti ai lavori, con singole eccezioni. Un particolare, quello delle assenze, che la dice lunga sulla crisi che sta attraversando la scuola italiana, dove la partecipazione sociale sembra non interessare più nessuno. Tra i presenti, il provveditore agli sudi di Caserta, Antonio De Angelis, aversano, che ha dichiarato: «l’episodio del “Cirillo”, fatte le dovute proporzioni, può essere paragonato all’omicidio di don Diana. La scuola è un tempio che non va profanato. Ci sono altri modi, legali, per contrastare una bocciatura. Le assenze di stasera dimostrano che non c’è stata nemmeno l’indignazione di un momento, ne esce sconfitta la società aversana. Dobbiamo rifare le coscienze». Da parte sua, il sindaco Mimmo Ciaramella, che ha seguito il dibattito telefonicamente, ha annunziato che sta valutando la costituzione di parte civile dell’amministrazione comunale «perché l’intera città è stata offesa e vilipesa da quel gesto». Per il preside dell’Itis Volta e per oltre trenta anni docente al “Cirillo”, Mimmo Rosato: «L’episodio è sintomatico della carenza di dialogo tra i soggetti interessati alla scuola: docenti, famiglie e studenti. La scuola, in un territorio particolare come quello aversano, è in competizione con una realtà che tutti conoscono e deve fare il possibile per contrastarla». Il vice preside del Cirillo Giustino Di Mauro ha testimoniato le «condizioni raccapriccianti in cui ha trovato il preside dopo l’aggressione. Ma, nonostante ciò, da professionista, ci ha invitato a tenere il collegio dei docenti in programma» ed ha rivelato come il giorno prima c’era stato un tentativo di aggressione ad un docente sempre da parte dello stesso soggetto. Alle sollecitazioni del professore Franco Terracciano, che ha parlato di ipocrisia e di clima incandescente al liceo classico, ha risposto che, come in tutte le grandi famiglie ci sono problemi, ma che il clima è sereno. Ciro Imparato, da genitore, ha evidenziato «la necessità di maggiore dialogo e di meno arroganza, dettata dal potere, da parte di alcuni docenti». Di «condivisione delle responsabilità» ha parlato Anna Gioia Trasacco, docente presso il dipartimento di salute mentale di Aversa. Per Nicola Marino, legale del preside di Grazia, «l’episodio è lo specchio dei tempi e mostra soprattutto mancanza di comunicazione» ed ha assicurato Giuseppe Lucariello, vice presidente della Consulta Provinciale Giovanile e studente del classico (che aveva invitato il preside a resistere) che Giancarlo di Grazia tornerà al proprio posto non appena si sarà ripreso psicologicamente. Per Cettina Lenza, preside della facoltà di architettura: «La formazione non è solo compito della scuola. Quella che manca è una coscienza civica. Circostanza che ha portato anche a sminuire le violenze di tutti i giorni come lo sporcare gratuitamente i bagni o danneggiare i banchi, senza capire che si è in una famiglia, percè la scuola è tale e deve riconquistare il rispetto sociale». Polso duro è stato invocato da Michele Galluccio, responsabile comunale delle politiche giovanili.

Il Mattino

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