Aversa

Presidenza del Consiglio, scontro tra Udc e Fi

Pasquale DiomaiutaAVERSA. I CENTRISTI: È SOLO MATEMATICA. AN: A NOI IL VICESINDACO. Quando dalla teoria si passa alla pratica, ossia ai nomi, la politica inizia a presentare scenari ingarbugliati. È quanto sta avvenendo ad Aversa, dove il sindaco azzurro Mimmo Ciaramella, nonostante abbia trionfato alle ultime …….

…… amministrative (60% di preferenze, oltre il 2% in più rispetto al risultato delle singole liste a lui collegate), si vedrà costretto a fare i conti con gli appetiti dei vari partiti. Una lotta senza quartiere, insomma, per accaparrarsi gli undici posti in palio (un presidente del consiglio comunale e dieci assessori). Il problema più grande sembra essere quello posto dall’Udc che, forte dei suoi cinque consiglieri (rispetto agli otto di Forza Italia, ai tre di Alleanza Nazionale e agli altrettanti delle tre liste civiche), chiede agli alleati «tre figure istituzionali, nello specifico due assessori ed il presidente del consiglio comunale». È questa, infatti, la richiesta ufficiale che i centristi porteranno al tavolo delle trattative, giustificato dal fatto che «si tratta di un facile calcolo matematico, visto -affermano gli esponenti Udc- che siamo penalizzati dal fatto che con cinque consiglieri comunali abbiamo solo due assessori, le liste civiche con un consigliere per una prendono un assessore e An con tre consigliere avrà due poltrone. Fi inoltre, con otto consiglieri, avrà tre assessori (due diretti più uno che sarà scelto direttamente dal sindaco) oltre al primo cittadino». Domenico CiaramellaLa più alta carica del civico consesso viene rivendicata dall’ex assessore Pasquale Diomaiuta, mentre i due assessori dell’Udc dovrebbero essere Lucio Farinaro e Salvatore De Gaetano («un modo – affermano i seguaci di Cesa – per responsabilizzare quanti più candidati, perché con l’assessorato a Farinaro, andrà in consiglio il primo dei non eletti Mario Abate, mentre il secondo, De Gaetano, appunto, farà l’assessore»). Anche An fa le proprie rivendicazioni chiedendo la carica di vice sindaco, «per avere una certa visibilità, tenuto conto che Fi ha il sindaco e l’Udc chiede il presidente». I nomi ancora non ci sono, ma si è certi di Gianpaolo Dello Vicario, il più votato in assoluto, mentre vi è una sorta di ballottaggio tra Michele Galluccio e Luigi Della Valle, sempre che non la spunti il terzo incomodo Pino Cannavale, portavoce cittadino. Grande il caos in Forza Italia, dove sono tanti gli aspiranti e pochi i posti che si ridurrebbero, in pratica, a due assessorati, visto che uno dovrà essere appannaggio del sindaco nella persona di Rino Rotunno, già suo vice con delega ai lavori pubblici. Tra i papabili Nicola Verde, Elia Barbato, Isidoro Orabona e Mario Tozzi, per cui appare improbabile l’ipotesi di una nomina esterna al consiglio. Conflitti, infine, anche in quelle liste civiche ritenute regno di singoli, come «Popolari Normanni», dove il dominio dei fratelli Nicola e Fiore Palmieri è messo in discussione dal primo dei non eletti, Nico Nobis, nipote dell’ex vice sindaco, il compianto Giuseppe della Vecchia. Stesso copione nella «Città delle Libertà» dove il consigliere Nicola Virgilio contesta la leadership dell’assessore uscente ed ispiratore della lista civica vicina a Fi Nicola De Chiara e rivendica una decisione democratica all’interno della lista. Dorme sonni tranquilli, almeno fino a questo momento, un altro degli assessori di Mimmo Ciaramella, Antonio De Chiara, che ha dato vita ad un’altra formazione civica, «Aversa Popolare», rimanendone, però, al di fuori. Qui, il candidato risultato eletto, Giovanni Marino, ad oggi, non ha rivendicato alcuna altra carica, per cui, l’unico nome certo nella nuova giunta sembrerebbe essere proprio quello del professionista aversano che aveva ricoperto in precedenza il delicato incarico dei lavori pubblici per oltre un anno.

Il Mattino (NICOLA ROSSELLI )

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