Aversa

Liceo Cirillo: Sorveglianza inadeguata scoppia il caso sicurezza

Liceo CirilloAVERSA. Telefonate di solidarietà e incoraggiamento. Non vuole parlare di quello che è successo, il preside Di Grazia; preferisce, forse, dimenticare al più presto. La discrezione, per chi lo conosce bene, è una parte distintiva del suo carattere. Il legale che lo rappresenta insiste nel ribadire che «la verità verrà accertata in sede giudiziaria e che non intende incrementare la discussione a suon di battute sulle colonne dei giornali».

Giancarlo Di GraziaIeri al preside Di Grazia è giunta anche la solidarietà personale del presidente della commissione di Vigilanza Rai Mario Landolfi che gli ha espresso vicinanza per quanto accaduto. Preme però, all’avvocato Nicola Marino, difensore della parte lesa, individuare le responsabilità e le «eccessive libertà» di movimento sfuggite alla vigilanza del liceo classico Cirillo. Una verifica di carattere amministrativo tesa a far affiorare la verità. Ma cosa cambierà nell’istituto più rinomato di Aversa? Forse niente, o forse, qualcuno ben informato immagina già che il preside lasci la scuola e chieda il trasferimento. Ipotesi non confermata ma nemmeno smentita in modo ufficiale. Per ora la voce circolata nelle ultime ore resta solo una possibile eventualità. Di certo, sulla psicologia del dirigente, hanno pesato le cinque ore trascorse in ospedale a sostenere esami clinici per scongiurare qualsiasi danno grave o permanente alla mandibola. Nei momenti immediatamente successivi al fatto è addirittura circolata la voce di una frattura all’osso mandibolare; voce smentita, subito dopo, dal referto ospedaliero che parla di una distorsione e lesione. Il preside è arrivato in pronto soccorso con tumefazioni in diverse parti del viso. Dopo le prime cure è salito al quarto piano del presidio ospedaliero San Giuseppe Moscati dove è stato assistito dal primario del reparto di pediatria, suo conoscente, e da infermieri. Lì è stato raggiunto dai primi cronisti. Poco dopo una pattuglia della polizia di Aversa è arrivata in ospedale per verbalizzare la sua testimonianza che ha permesso, poi, di raggiungere l’aggressore direttamente a Frignano e di condurlo in commissariato. Pochi i commenti degli studenti che il giorno stesso dell’aggressione hanno denunciato: «Spesso chi ci deve valutare fa la differenza tra i «figli di» e tutti gli altri». Una confidenza che suona un po’ come un’accusa e che ha lasciato trapelare anche una non completa amarezza per quanto accaduto al preside aggredito. A breve ci sono gli esami di maturità al Cirillo di Aversa: mercoledì la prima prova. Anche per questo motivo molti ragazzi della terza liceo, hanno preferito rilasciare dichiarazioni in forma anonima e glissare sull’episodio.

Provvidenziali le cure al Moscati

Raccontano i medici dell’ospedale Moscati di Aversa che hanno preso in cura, al pronto soccorso, il preside dolorante dopo l’aggressione, che il dirigente scolastico del «Cirillo» era visibilmente scosso. Ad assisterlo in particolare, il primario del reparto di pediatria, suo conoscente, coadiuvato da un gruppo di colleghi e infemieri. Gli accertamenti successivi hanno consentito di escludere il peggio: cinque giorni di prognosi.

LE PAGELLE DI FINE ANNO: TUTTI AMMESSI I CANDIDATI AGLI ESAMI
Non idoneo il 5,3 per cento degli studenti

Il «giorno dopo» al liceo «Cirillo» regnano ancora incredulità e sconforto. Ieri mattina, una piccola folla di studenti era riunita fuori la scuola per visionare i risultati finali, pubblicati nel primo pomeriggio di venerdì, dopo l’ultimo collegio dei docenti voluto dal preside Di Grazia prima di essere trasportato in ambulanza all’ospedale «Moscati». Come da tradizione, non manca qualche scontento che parla di «ingiustizie», ma i dati forniti in sede di collegio, sull’andamento didattico dei ragazzi, rimandano la fotografia di un istituto perfettamente in linea con la media nazionale: tutti e 172 i candidati all’esame di Stato hanno conseguito l’ammissione, mentre degli oltre mille studenti del liceo solo il 5,38 per cento non ha ottenuto la promozione. Marco, studente diciottenne punta il dito sull’incapacità della famiglia di stare vicino ai giovani: «Spesso i genitori intervengono solo alla fine e non sanno sostenere i ragazzi, né prendere atto delle difficoltà che pure ci sono». Ieri Maria Di Grazia, professoressa di Inglese al «Mattei», si è recata a scuola per presentare il certificato medico del fratello preside: assente, cinque giorni di prognosi. «Ma quelle che restano sono le ferite dentro – ha commentato ancora visibilmente scosso il vicario Giustino Di Mauro – Il preside è moralmente molto abbattuto. Le ferite vanno via, ma colpi del genere sono difficili da superare». In città l’aggressione al preside Di Grazia ha destato molto scalpore. Particolarmente colpiti studenti ed ex studenti del liceo, come l’avvocato Lello Santulli, ideatore del «question time» e nipote dell’ex preside del Cirillo, Federico: «Quello che è successo al preside è frutto di una grave decadenza dei costumi rispetto alla quale dobbiamo tutti sentirci responsabili». Da ex studente del classico Santulli ricorda come una volta il «Cirillo fosse considerato una vera e propria istituzione, inviolabile. Anche alla fine degli anni 50 non mancavano contestazioni, ma c’era apertura al dialogo e soprattutto estremo rispetto per i docenti. Quello che è successo oggi sarebbe stato impensabile».

Il Mattino

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